Charlotte Bonaparte, una romantica «nomade»

Charlotte Bonaparte, amante dell’arte e disegnatrice lei stessa, era figlia del fratello maggiore di Napoleone, Giuseppe, nominato re di Spagna, e poi andato in esilio in America. La sua vita straordinaria, che parte dai fasti imperiali per proseguire con una continua «fuga» da una città a un’altra, con il matrimonio con il cugino Napoleone Luigi, e quindi con la vedovanza, rivive nella mostra Charlotte Bonaparte, dama di molto spirito. La romantica vita di una principessa artista, promossa dal Comune di Roma e ospitata al Museo Napoleonico (piazza di Ponte Umberto I, 1) fino al 18 aprile. L’esposizione, che ci restituisce con gli album e gli oggetti esposti la cultura cosmopolita e la sensibilità della principessa, è suddivisa in diverse sezioni, ognuna dedicata a un particolare momento della sua vita, a partire dall’infanzia, condivisa con la sorella Zenaide tra gli obblighi di corte e la vita in campagna che la madre preferiva. Oltre ai disegni di Charlotte, vi sono i grandi ritratti ufficiali a olio commissionati dalla famiglia. Segue la sezione dedicata agli anni dell’esilio, prima a Francoforte e poi a Bruxelles, dove conobbe il celebre David, del quale fu allieva per un anno. Proprio del David è uno splendido dipinto che la ritrae con la sorella. Seguono i quattro anni trascorsi al seguito del padre in America. Tra i numerosi disegni del periodo americano, soprattutto paesaggi, troviamo anche le cascate del Niagara. Tornata in Europa, Charlotte visse tra Roma e Firenze, con una puntata a Londra nel 1833. Rimasta vedova nel 1831, si stabilì con la madre a Firenze, a Palazzo Serristori, sotto San Miniato al Monte, dove teneva uno dei salotti letterari più vivaci della città e prendeva lezioni di disegno da vari artisti. Fu lì che conobbe Giacomo Leopardi, come risulta da una lettera spedita il 14 giugno 1831 dal poeta alla sorella Paolina: «Questa sera devo essere presentato a Madame la Princesse vedova di Napoleone Bonaparte il giovane, donna di molto spirito che ha posto sossopra mezza Firenze per farmi indurre ad andare da lei». Sull’aspetto della principessa Leopardi scriverà in seguito: «Charlotte Bonaparte è una persona affascinante; non bella, ma dotata di molto spirito e di gusto, e molto colta. Disegna bene e ha dei begli occhi». In effetti, Charlotte doveva avere un certo fascino, perché un allievo di David, lo svizzero Leopoldo Robert, si innamorò perdutamente di lei, fino a suicidarsi nel 1835. Anche la morte di Charlotte ha qualcosa di romanticamente tragico. Scopertasi incinta di un uomo rimasto ignoto, lasciò Firenze in cerca di un luogo in cui partorire e morì a Sarzana nel 1839. Tra le opere in mostra, troviamo anche quelle del marito e dei suoi amici artisti, tra cui ricordiamo, oltre a David, Pinelli, Stapleaux, Cromek, Gherardi, Jesi, Robert, Bartolini e Tenerani.
Orario: dalle 9 alle 19; chiuso il lunedì