«Un charter pronto per Veltroni l’africano»

Marcello Viaggio

Manifestazione di apertura della campagna elettorale di Alleanza nazionale ieri mattina al Teatro Brancaccio in via Merulana. Presenti tutti i big del partito di Fini a Roma e nel Lazio. A cominciare dal candidato sindaco di Roma Gianni Alemanno, ministro alle Politiche agricole. A presentare i candidati di An alla Camera e al Senato è l’attore Luca Barbareschi. Dietro il palco lo slogan a caratteri cubitali: «Da Roma la sfida della destra». Sui loggioni del teatro ovunque gli striscioni di Azione Giovani e dei circoli del partito.
L’ex ministro alla Comunicazione, Maurizio Gasparri, candidato per la Camera a Lazio 1, numero 3 della lista dopo Gianfranco Fini e lo stesso Alemanno, afferma ironico: «A sinistra criticano il governo per i troppi voli charter che portano via i clandestini. Se resteremo al governo, ne partiranno cento al giorno». Con tanto di stoccata all’attuale sindaco: «E se Veltroni ci vuole salire, su uno di quei charter, visto che ama tanto l’Africa, gli faremo un biglietto».
Il capolista al Senato, l’ex ministro della Sanità Francesco Storace, riscuote dalla platea piena in ogni ordine di file una standing ovation: «Se qualcuno pensava di avermi azzoppato, ha sbagliato i conti», commenta con sicurezza. Poi si rivolge al pubblico: «I vostri applausi rinsaldano la mia richiesta: sulle intercettazioni alle Regionali 2005 ho il diritto di sapere di che mi si accusa e di saperlo prima delle elezioni del 9 aprile».
Piena solidarietà da Alemanno all’ex ministro della Salute: «Storace ha dimostrato onore e grandezza d’animo, con le dimissioni e l’impegno che sta profondendo nella campagna elettorale. Sono sicuro che questa brutta pagina finirà nella spazzatura». Poi il ministro delle Politiche agricole sottolinea fra gli applausi: «Al Brancaccio si svolge una manifestazione come non se ne vedevano da tempo, oggi qui con noi c’è tutta Alleanza nazionale». E lancia con determinazione la sfida a Veltroni: i sette punti chiave del suo programma. «Sono 30 anni che la sinistra governa la città, a parte brevi parentesi. Occorre smantellare il Moloch delle ottanta aziende che dipendono dal Comune e hanno formato in questi anni un labirinto inestricabile e oscuro. Bisogna trasferire i campi nomadi fuori da Roma, oltre il raccordo anulare. Lo stesso rigore vale per le attività illecite nei quartieri dell’Esquilino».
Alemanno sottolinea poi il record mondiale della sinistra di Veltroni a Roma, «con decine e decine di centri sociali gestiti dalla sinistra estrema, dove si distilla ogni giorno la violenza politica». Giorni fa Alemanno aveva chiesto a Veltroni la chiusura de La Strada, dopo aver presentato al questore un dossier sul centro sociale. Il sindaco, però, non ha risposto. Il ministro, infine, ha ribadito la necessità di un Piano regolatore diverso da quello in discussione e dei poteri speciali per Roma in quanto capitale d’Italia.
Per il sottosegretario alla Salute, Cesare Cursi, numero 2 di lista per il Senato, An punta a confermarsi primo partito a Roma: «Noi ci battiamo per i valori fondamentali della società, basti pensare alla lotta per i giovani contro la droga. Il Comune, invece, distribuisce il metadone attraverso i Sert, senz’alcuna opera di prevenzione». Fra i candidati che si sono avvicendano sul palco: il capogruppo regionale Fabio Rampelli (numero 3 per Lazio 2), l’avvocato Giulia Bongiorno (numero 4 per Lazio 1), la leader nazionale di Ag Giorgia Meloni (numero 5 per Lazio 2), Teodoro Buontempo (numero 5 per Lazio1), l’ex assessore regionale alla Sanità Andrea Augello, il sottosegretario Silvano Moffa, l’europarlamentare Roberta Angelilli, il senatore Giuseppe Consolo, Piergiorgio Benvenuti. Impossibile citarli tutti.
Fra i consiglieri comunali, Marco Marsilio e Luca Malcotti. Il capogruppo Sergio Marchi non ha dubbi: «Siamo a un soffio dalla vittoria per il 9 aprile alle Politiche, quindi inizierà la grande rimonta per le Comunali di maggio». «La sfida contro Veltroni nel nome di Alemanno è anche contro poteri forti come quotidiani e media di sinistra - afferma il presidente romano Vincenzo Piso -. Nel 2001 alle Comunali An era al 22 per cento, cercheremo di confermarci».