«Chat rosa» sui telefoni dell’Arma

da Milano

A Milano, un capitano dei carabinieri riceve un messaggio sul proprio telefonino di servizio. «A nostra insaputa la Tim ha attivato un servizio di chat che costa 4 euro alla settimana. Disdici subito inviando Stop al 48405. Diffondere a tutti». Lo stesso a Bari, a un maresciallo dell’Arma. Eseguono. Anche perché, a pagare, è il ministero della Difesa. E parte la catena di sant’Antonio. Di 10 centesimi in 10 centesimi, da militare a militare (e in Italia sono più di 100mila). Parallelamente, accade lo stesso nella polizia (e agli Interni faranno i conti). Poi scopri che la chat è quella di «Love.dada.net», communty virtuale da 3 milioni di iscritti, e uno dei principali siti di dating del Paese. Per intendersi, un affare da cuori solitari. Molto poco marziale.
Si consuma tutto tra sabato e domenica scorsi. Quarantotto ore durante le quali si scatena la frenesia da disdetta, fermata solo lunedì dal comando generale dei carabinieri con una circolare in cui si invita a interrompere l’invio di sms. Perché di bufala si tratta. Tardi, i messaggi hanno fatto il giro dell’Arma. Chi ha speso (lo Stato) ha speso, e qualcuno ha incassato. Ossia le compagnie telefoniche, almeno all’inizio.
È dalla rete mobile di Telecom, infatti, che i messaggi sono passati attraverso router, per poi rimbalzare su quelle degli altri operatori. E in Tim se ne sono accorti, tanto che - interpellati - assicurano che «abbiamo già congelato la tariffazione dei messaggi per chi ha risposto all’sms». Chi ha pagato, allora, non dovrà pagare, almeno per l’invio al 48405. La catena di sant’Antonio, invece, è un’altra cosa. I messaggi tra agenti e commilitoni - «diffondere a tutti» - sono un’altra storia. Di certo, la compagnia «sta preparando una denuncia contro ignoti, in questa vicenda siamo parte lesa». Allo stesso modo, Dada presenterà un esposto a tutela dell’azienda. Anche perché, a complicare il «giallo», dal provider spiegano che non erano a conoscenza della catena. In ogni caso si pone un problema di riservatezza, dato che l’sms è arrivato ai numeri delle forze dell’ordine. Tim, inoltre, potrebbe verificare se è possibile che i messaggi «matrice» siano partiti da numeri interni, così come sembra emergere da un’e-mail girata tra i dipendenti del gruppo. «Durante il weekend appena trascorso - è scritto - alcuni colleghi hanno ricevuto da parte di numerazioni aziendali» l’sms esca, «ricevuto anche da clienti esterni. Confermiamo l’infondatezza di tale messaggio». E comunque, «si invita a non inviare alcun sms al 48405, che risulta essere a pagamento».
Meglio non rispondere, già. Sennò capita come al capitano milanese e al maresciallo di Bari, che la disdetta l’hanno fatta e hanno pure ricevuto risposta: «Ti sei cancellato da Love.dada.net. Non rinunciare a conoscere tantissimi amici! Ricordati, puoi tornare nella community inviando “Si” al 48405». Sono solo dieci centesimi. Paga il ministero.