Chavez arma un esercito di ciechi contro gli Usa

Si chiama «Operazione miracolo»: il governo di Caracas recluterà
migliaia di non vedenti e offre loro un intervento agli occhi. In cambio
saranno indottrinati e spediti a fare propaganda «bolivariana» in
America latina. E Cuba manda i suoi migliori chirurghi

La rivoluzione bolivariana si espande oltre i confini del Venezuela. Così Chavez realizza la sua grande utopia, il suo sogno: l’indottrinamento della masse, la condivisione di un’unica, grande verità. Nell’ultimo progetto del caudillo ora ci sono i ciechi. Una massa di non vedenti da reclutare in tutta l’America Latina da rieducare al bolivarismo. L’ambizioso progetto si chiama Misión Milagro, messo in piedi nel 2005, e ha coinvolto anche i medici cubani, espertissimi nelle operazioni agli occhi. L’obbiettivo è semplice: recuperare il più alto numero di persone con problemi agli occhi, di ceto sociale medio basso, metterle su un aereo e portarle a Caracas per poi essere operate gratis. Ma non solo: alla fine del trattamento, non solo avranno recuperato la vista, ma anche una visione nuova nuova della vita. Insomma, occhi nuovi per un mondo nuovo. Il tutto da inculcare tra un’anestesia e una degenza. Servizio completo che spiega prima di tutto il ruolo degli Stati Uniti, nemico imperialista numero uno, poi, tra una medicazione e l’altra il discorso cadrà su Simon Bolivar, Marx, Lenin, Che Guevara, Fidel Castro.
A rivelare la grandiosa missione è un’informativa dell’Ambasciata degli Stati Uniti in Messico: i pazienti, si legge nella nota, tornavano nel loro Paese d’origine, con una buona dose di bolivarismo inculcato. «Il Governo del Messico è preoccupato - dicono dall’ambasciata - perchè i pazienti di Misión Milagro ricevevano lezioni pro-Venezuela e anti Stati Uniti durante il la loro permanenza in ospedale». Secondo i diplomatici nordamericani i numeri di questa operazione iniziata oltre 5 anni fa, ha già convertito 500 messicani in «attivisti bolivariani» che oggi, sparsi nel Paese, hanno già iniziato a fare proselitismo. Ma non solo. Gli ex ciechi di rientro in patria sono legatissimi tra loro. «Condividono un’esperienza totale. Si scambiano continuamente informazioni, restano in contatto costante e si sono giurati solidarietà reciproca», dicono dall’Ambasciata. Insomma un gruppo pronto a diventare una spina nel fianco del governo stesso e a far paura davvero. Uomini motivati e uniti da una forte, fortissima ideologia, in cui Chavez diventa un mito da adorare e gli Stati Uniti (e i governi filo americani) il nemico di tutti i mali. Ma il caudillo non ha certo intenzione di fermarsi proprio ora. Ora che ha carta libera, con il sostegno dei medici cubani da una parte, e con i soldi del petrolio dall’altra.
Secondo fonti dell’Ambasciata, solo a Caracas si sarebbero già fatte oltre un milione di operazioni agli occhi, di cui oltre 330mila fatti a stranieri. Chavez va avanti come un treno. Ora che il reclutamento di persone che desiderano farsi operare gratuitamente va così bene e che la lista da indottrinare si allunga giorno dopo giorno.
L’obbiettivo finale resta uno solo: diffondere l’ideologia bolivariana in tutta la regione. E in effetti, tra i prescelti da reclutare e operare, non ci sono solo messicani. Dell’elenco fanno parte anche Paesi come l’Ecuador, il Nicaragua, El Salvador, Honduras, dove vivono milioni di poveri. Fin dall’inizio in patria Chávez ha lanciato le Missioni Bolivariane, con l’obiettivo di combattere le malattie, l’analfabetismo, la malnutrizione, la povertà e gli altri mali sociali. Oggi il progetto si estende fuori confine, e la preoccupazione degli Stati Uniti è palpabile. All’Ambasciata hanno dato incarico di informarsi, di capire e approfondire meglio. I funzionari hanno parlato con il Governo Messicano, con l’Ambasciata colombiana in Messico, hanno interrogato studenti dell’università messicana, al Unam. Ne è uscita un’informativa di quattro fogli. Ma c’è di più. I servizi segreti messicani hanno parlato di una rete sempre più forte e attiva di simpatizzanti rivoluzionari con la Rete di Solidarietà di Cuba, «attiva per anni, dicono gli 007 messicani - e che ora hanno sposato la retorica chavista per irnferescare i loro discorsi». Per questo gli Stati Uniti hanno fretta e vogliono correre ai ripari.
Prima di tutto bloccare i voli della Mision Milagro verso Caracas. Mettere i bastoni tra le ruote al progetto è la parola d’ordine. Tra le informative, cerchiata in rosso, c’è una rivelazione del sottosegretario per gli Esteri, Rafael Bernal. «L’indottrinamento inizia già in volo. Parte una voce che dà loro il benvenuto e poi spiega: il Venezuela offre un servizio che il Messico non può e non vuole darvi». Il viaggio verso Simon Bolivar inizia da qui.