Chavez rivoluziona anche gli orologi

Il meridiano di Greenwich? Al macero. La scansione naturale di stagioni, ore, giorni e minuti? Baggianate. Si può fare di meglio, si deve fare di meglio. Perché la gente abbia più tempo per lavorare, studiare e perché i bambini venezuelani possano fare colazione al mattino con i raggi del sole che finalmente giungeranno puntali a illuminarli. Fidatevi del padre-padrone della patria, fidatevi di Hugo Chavez. E regolate gli orologi. Perché in Venezuela, dal 1° gennaio del 2008 le lancette verranno spostate arbitrariamente in avanti di mezz’ora così da consentire a lavoratori e studenti di «avere più tempo per impegnarsi per la rivoluzione durante le attività quotidiane». Lo ha annunciato il ministro per la Scienza e la tecnologia, Hector Navarro intervenendo domenica sera nella trasmissione televisiva «Alò Presidente» condotta, come sempre, dal presidente Hugo Chavez. Navarro, oltre a precisare che sarà necessario modificare la Legge sulla meteorologia, che assegna al Venezuela quattro ore in meno rispetto al meridiano di Greenwich, per portare la differenza a tre ore e mezzo, ha specificato «che il cambiamento di fuso orario consentirà ai bambini venezuelani di non dover più fare colazione, quando ancora i raggi solari non ci illuminano».
È la riprova che Chavez ai bambini del suo Paese ci tiene. Vuole che crescano forti e sereni. E soprattutto che non si facciano sedurre da tradizioni che non appartengono al Paese. Perciò nel dicembre scorso, prima che arrivasse la fatidica data, Chavez ha deciso di abolire il Natale in Venezuela: niente addobbi, niente vetrine illuminate a festa, né Santa Klaus a zonzo per distribuire sorrisi e dolciumi. In compenso meglio preparare piccoli e grandi a «fronteggiare una possibile invasione da parte degli Stati Uniti perché la mano della Cia, dell’Impero è dietro di noi», ripete da sempre il presidente. Che due settimane fa ha comprato dalla Russia cinquemila fucili Dragunov, con mirino telescopico e visori a raggi infrarossi. Soldi ben spesi perché, sostiene Chavez «il potere militare è parte del potere popolare e perché Bush è il Diavolo». Pensate che nel corso del suo show alla tv pubblica (quella privata, la storica emittente Rctv l’ha oscurata giusto perché lo criticava) Chavez è riuscito a far ripetere la stessa cosa a Diego Armando Maradona suo autorevole ospite. Il pibe de oro ha confessato di essere uno «chavista», cioè un aperto sostenitore di Hugo Chavez, e di provare «odio per tutto ciò che proviene dagli Stati Uniti». Meglio di un rigore al novantesimo, no? E, a proposito di soldi ben spesi e di stravaganze del señor Chavez, occorre prender nota che le spese del Palazzo presidenziale Miraflores sono aumentate del 1.500 per cento da quando lui si è insediato come inquilino. In particolare si spendono 1000 dollari al giorno per preparare i pasti del presidente, 250mila dollari se ne sono andati per i vestiti e le scarpe, 40mila per i suoi profumi. Per i viaggi vengono spesi 5 milioni di dollari l’anno, mentre per i ricevimenti a Palazzo ben 2 milioni di dollari. Mica si può risicare sulle tartine, altrimenti il Paese fa brutta figura.
Tra un ricevimento e l’altro Chavez ha varato un piano per l’istituzione di una milizia paramilitare fedele al presidente, e un altro per il superamento dell’economia di mercato che sarà sostituito dal socialismo delle cooperative e dal «socialismo petrolifero», un’altra trovata per fare del Paese, ricco di oro nero, il partner migliore di Cuba e boicottare gli Stati Uniti e le multinazionali del petrolio. Nella torta delle sue stravaganze, Chavez ha aggiunto anche un altro ingrediente: la decisione di togliere alla Banca Centrale ogni autonomia. I soldi dello Stato li deve controllare il presidente, che diamine. Ma la ciliegina è un’altra ancora: eletto per la prima volta nel 1998, rieletto nel 2000 e poi nel 2006, schivato nel 2002 un tentativo di colpo di Stato da parte dell'opposizione, Chavez ha annunciato, giorni fa, l’intenzione di riformare la Costituzione per permettere il rinnovo della sua carica sine die. «Non voglio essere pretenzioso, ma sarà una delle Costituzioni più avanzate dell’universo», ha spiegato. Poi, forse esagerando un po’, ha aggiunto: «Propongo 33 modifiche, come gli anni di Gesù Cristo».
Gabriele Villa