Che abbuffata in tv e alla radio

da Milano

Arturo Toscanini, uomo mediatico: ieri ed oggi. Un nome che è riuscito a far breccia anche in tv. Fa notizia il Toscanini day, la carrellata di 36 trasmissioni che martedì occuperanno la programmazione di tv e radio, pubbliche e private, con la Rai che campeggia dall’alto delle sue 27 emissioni. Al di là del giorno chiave (il cinquantenario esatto dalla scomparsa del direttore), rincuora la promessa della Rai ma anche di Mediaset di seguire l’anno toscaniniano in tutte le sue pieghe. «Il nostro obiettivo è introdurre Toscanini nella televisione generalista. E dopo questo 2007 l’idea è quella di occuparci sistematicamente delle grandi personalità della musica italiana», spiega Paola Severini, Segretario generale del Comitato internazionale per le celebrazioni dei 50 anni dalla scomparsa di Toscanini. Comitato presieduto da Emanuela di Castelbarco, nipote del Maestro, e da Roman Vlad. Si patrocina una serie di iniziative, mostre a Milano in maggio, autunno nel segno del binomio cinema-musica a New York, progetti nelle scuole, sempre a Milano un incontro internazionale delle giovani bacchette, seminari eccetera.
«Il nostro obiettivo – continua la Severini – è far conoscere l’uomo e non solo l’artista Toscanini». Tutto bene. Ma martedì, giorno chiave dell’anno toscaniniano, Parma, la città natale di Toscanini, non compare in nessuna programmazione e il concerto al teatro alla Scala, con Barenboim, viene trasmesso da Radio3 Suite mentre dell’omaggio dal Teatro dell’Opera di Roma, con Gelmetti sul podio, se ne occupa la tv (Raitre, ore 12.45, introduce Augias). Si tace anche sul concerto da New York dove Maazel dirige la Symphonica Toscanini e la New York Philharmonic. C’è una spiegazione. «Sarebbe logico - dice la Severini - che tutti venissero sotto il nostro cappello, ma Parma ha preferito viaggiare da sola e la Scala ha inteso fare una cosa autonoma. Con piacere accoglieremo chi intende lavorare con noi. Già si stanno muovendo Napoli e Ancona. Se ci fosse stata più cooperazione sarebbe stato più semplice, e dire che il Comitato unisce Polo e Ulivo, ha messo d’accordo Moratti, Cacciari e Veltroni». E invece, alla fine, è andata all’italiana. Quanto a Maazel, che figura nel comitato, «non abbiamo le risorse finanziare per agganciare enti privati come la sua orchestra».