Ma che bella sorpresa su quel bus con la Mezzogiorno e Mastandrea

Leila (Giovanna Mezzogiorno), bella, ladra e bugiarda, Franz (Valerio Mastandrea), autista di bus, frustrato e malinconico. Due criminali, uno violento e stupido, l’altro psicopatico, un agente dei servizi segreti (Ennio Fantastichino), dall’animo nobile, un esattore della mala un po’ violento, in una storia nella quale Leila e Franz sono i vasi di coccio tra quelli di ferro. Violenze private, perquisizioni, inseguimenti, persino autobus contro autobus, tutti sulle tracce di un microcheep e quattro milioni di euro. Finalmente il cinema italiano esce dalla palude del minimalismo, dagli spaccati sociali, dalla maledizione dialettale, dal provincialismo snob con una «tarantinata» che non imita il modello originale, ma lo riscrive con intelligente ironia. Tutto gira con cronometrica semplicità, con uno stile sapido che non intorbida il racconto con un surrealismo di maniera. Il regista Davide Marengo, all’esordio, ama i suoi attori, li circonda con discrezione, senza contrastarli, con uno stile di regia esemplarmente classico e Mastandrea è un perdente di successo che non si dimentica. Gli occhioni della Mezzogiorno abbracciano l’intero film. Il bravo doppiatore Francesco Pannofino mostra finalmente il suo volto, aggiungendosi ai bravi caratteristi che il nostro cinema sembrava avere perduto. Bentornato cinema italiano, speriamo.

NOTTURNO BUS (Italia, 2007) di Davide Marengo, con Valerio Mastandrea, Giovanna Mezzogiorno. 101 minuti