Che bella la stracittadina se fosse «autarchica»

In serie A 38 giocatori nati a Roma e nel Lazio

E se il derby fosse giocato dai giocatori autoctoni? Sono 38 i calciatori nati all’ombra del Cupolone e nel Lazio che giocano in serie A e abbiamo giocato a formare una Roma e una Lazio completamente made in Rome, spartendo i giocatori tra le due squadre in funzione del curriculum o del tifo. Ne sono derivate due formazioni niente male, diciamo da zona Uefa. Di sicuro in una serie A autarchica le due romane lotterebbero tutti gli anni per lo scudetto. Ecco dunque che la Roma, allenata dal testaccino Claudio Ranieri, schiererebbe fra i pali Gianluca Curci, una difesa a tre formata da Daniele Magliocchetti (oggi al Cagliari), Andrea Cupi (Napoli) e Cesare Bovo (Genoa), e un quintetto di centrocampo di livello mondiale: Daniele De Rossi e Alberto Aquilani, cui si aggiungerebbero l'atalantino Cristiano Doni, il cagliaritano Daniele Conti e il senese Daniele Galloppa. Poi, con Francesco Totti capitano e punta centrale, ecco un tris d’assi pronto all’uso: l’udinese Simone Pepe, il torinista David Di Michele e il doriano Claudio Bellucci.
Niente male anche la Lazio, che potrebbe essere allenata dall’ex tecnico del Parma Domenico Di Carlo, ciociaro di Cassino. I biancocelesti schiererebbero Marco Amelia (Livorno) fra i pali e una difesa da applausi: Alessandro Nesta (Milan) pronto a comandarla, Mirko Savini (Napoli) al suo fianco come centrale di difesa, il lazialissimo Lorenzo De Silvestri a destra e sull’out opposto Christian Terlizzi (Catania). Reuccio del centrocampo il fiorentino Fabio Liverani, che si troverebbe al fianco, a sinistra Daniele Franceschini (Sampdoria), a destra Giampiero Pinzi (Udinese) e davanti Fabio Firmani, altro biancoceleste doc. A Marco Marchionni (juventino nato a Monterotondo) e Marco Di Vaio sarebbe poi affidato il fronte offensivo. Niente male neanche le panchine, dove ci sarebbe l'inevitabile imbarazzo della scelta: per le Maginot di difesa si potrebbero utilizzare l’ex romanista Damiano Ferronetti (oggi all’Udinese), Simone Sannibale, il napoletano Maurizio Domizzi, Marco Pisano (Palermo) e il senese Daniele Portanova; e a centrocampo ecco pronti all’uso Antonino Bernardini (Atalanta), Manuel Coppola (Genoa), Daniele De Vezze (Livorno), Angelo Palombo (Sampdoria), Manuele Blasi e Marco Capparella (Napoli). Per tacere degli attaccanti Roberto Stellone (Torino) e Marco Di Vaio (Genoa). E poi c’è Valerio Fiori: classe 1969, uno come lui a Formello farebbe ancora comodo.