«Che bello quando i preti erano preti»

Anche le istituzioni genovesi avrebbero dovuto stare zitte

Caro dottor Lussana, ho trovato davvero fuori luogo certe esternazioni dell'Arcivescovo di Genova Tarcisio Bortone sulla vicenda dell'illecito sportivo che ha riguardato la società di calcio del Genoa. Confesso che non so più dove va la Chiesa ed ho nostalgia per i tempi in cui i preti facevano i preti, e non altro. Oggi, invece, anche l'Arcivescovo Bertone «spende» il nome della città di Genova invano (città che per merito della Sampdoria è nell'Europa calcistica, non lo si dimentichi...) e esprime perplessità sulla «giustezza» di diverse sentenze che hanno punito chi ha posto in essere una palese violazione del principio decoubertiano che è alla base delle competizioni sportive e calcistiche. Per carità: è in buona compagnia. I responsabili degli Enti locali regionali non sono stati da meno. Burlando, presidente della Regione, ha definito «deficienti» alcuni giudici. Repetto, presidente della provincia di Genova, ha dato mandato all'ufficio legale della Provincia di presentare un esposto denuncia contro la Figc. Tanto, non sono soldi della sua tasca e un pò di pubblicità se l'è fatta. Il sindaco Pericu, poi, secondo quando ha riferito nei giorni scorsi solamente Il Giornale - e mai smentito - aveva addirittura affermato che «in caso di sentenza negativa per il Genoa, se ci scappa il morto riterremo responsabili la Figc...». Tornando alla Chiesa genovese, poi, rilevo che un prete, don Andrea Gallo, probabilmente diventa il candidato dei disobbedienti di Luca Casarini alle prossime primarie dell'Unione. Meno male che ve ne sono altri - senza nome, senza volto, se non per i propri parrocchiani - che vivono davvero la missione cristiana. Donne e uomini della Chiesa che davvero dimostrano come il suggestivo motto scelto quest'anno dal Meeting di Comunione e Liberazione sia verità: La libertà è il bene più grande che i cieli abbiano donato agli uomini.