Che bello, sono tornati

Era tutto tranquillo, una normale fine estate che lo sport aveva accompagnato con serenità: gli Europei di calcio con qualche polemica e molto fairplay e poi lo splendido spettacolo delle Olimpiadi di Pechino, tutti incantati dalle evoluzioni di archi, piattelli e ginnaste. Ricordate quando ci siamo esaltati per il piattelli di Pellielo o per la mira un po’ sghemba di Nespoli?
Che bella estate di sport, che insegnamento per il futuro e - soprattutto - per il presente: dopo un paio di mesi così ci si è finalmente riavvicinati alla vita quotidiana senza grandi traumi. Poi, a un certo punto, è arrivato il gol di Ibrahimovic. E nei corridoi (sì, diciamolo, anche i nostri) è rieccheggiato un suono familiare: «Ladri!», «Maddai!», «È un aiutino!», «Ma che cosa hai visto!», «È un furto!», «Ladri sarete voi!», «E poi c’erano due rigori!», «Guarda che non arbitra più Moggi!». In pratica: che bello, è tornato il campionato.