«Che brividi battere dopo vent’anni il mio maestro Pippo»

Trans, trash & sex. Da quando è la regina dei contenitori pomeridiani (e prima mattutini), a Barbara D’Urso, soprattutto da parte dei critici più snob, spesso si accostano giudizi negativi. Ma più la criticano, più lei sfoggia il sorriso smagliante (anche se volentieri prenderebbe a morsi, diciamo, morsetti, chi l’attacca) e tira diritta per la sua strada, macinando, oltre agli strali, anche consensi e ascolti. Tanto da arrivare là dove pochi sono arrivati: battere il re della televisione, Superpippo. Si, perché, alla domenica pomeriggio, la D’Urso - che sta in studio ben cinque ore - riesce a tenere avvinghiato il pubblico «infedele» di Canale 5. Insomma, nonostante le molti parti in cui è divisa la domenica non renda facile il confronto, ricostruendo la diretta sovrapposizione tra Domenica in 7 giorni (la parte di Baudo) e Domenica Cinque, risulta che dall’inizio di stagione il contenitore di Canale 5 ha superato otte volte su 9 quello di Raiuno. Se, invece, il confronto viene fatto con l’Arena di Massimo Giletti, risulta vincente due volte su nove. Il tutto con una trasmissione nuova, realizzata da Videonews (struttura diretta da Claudio Brachino), che ha inserito molti spazi dedicati alla cronaca e all’attualità politica oltre ai momenti leggeri e di spettacolo.
Dunque, Barbara, che effetto le fa superare il maestro? Debuttò con Pippo quasi vent’anni fa proprio a «Domenica in», era il 1980...
«Infatti quando mi hanno affidato Domenica Cinque ero terrorizzata dall’idea di confrontarmi con lui. E se da una parte sono contenta che il mio programma vada bene, dall’altra mi dispiace un po’ per Pippo, anche se bisogna dire che il suo programma è ancora bellissimo. E, si sa, magari la settima prossima la situazione si ribalta e mi ribatte».
Veniamo al suo show. L’accusa è ricorrente: facile catturare il pubblico mostrando storie di cronaca truculenta e giocando con il gossip...
«Ma forse chi parla così non vede bene la trasmissione. Dall’inizio della stagione sono successi solo due episodi spiacevoli: la mezza baruffa sui gay e quando la Santanchè ha parlato di Maometto, di entrambi ci siamo ampiamente scusati. Per il resto, la linea editoriale dell’azienda è stata quella di inserire l’attualità: la realtà è quella, non ce la inventiamo noi. E devo dire che proprio quella parte, nel primo pomeriggio, dà risultati strabilianti».
Non si tende ad attizzare troppo gli ospiti in studio? Invitare Daniela Santanchè o Vittorio Sgarbi è garanzia di toni accesi...
«Non mi sembra. A parte che questi sono personaggi contesi da tutte le reti, quando si invita qualcuno di un certo calibro non si può prevedere quello che dirà. Comunque, in tutte le discussioni ognuno sostiene la propria tesi animatamente. Queste cose accadono regolarmente ad Annozero, Porta a porta, Exit - programmi che s’intende ammiro moltissimo - però se succede da me è tv trash, se succede da loro è solo dibattito».
C’è chi dice che lei ha una faccia prefabbricata per ogni argomento: attonita, triste, divertita, incuriosita...
«Sciocchezze, io semplicemente sono così, partecipe a ogni cosa. Posso piacere o no, ma non preparo nulla».
Le sembra che la sua nuova domenica abbia uno stile diverso rispetto alle precedenti edizioni?
«Io dico soltanto che sono orgogliosa della mia trasmissione, soprattutto perché si è fatta portavoce di tante battaglie in difesa delle donne e delle persone emarginate riuscendo anche a far sorridere il pubblico a casa».
Molti programmi si sono buttati sui trans: non le sembra che si stia esagerando?
«In effetti credo proprio di sì, noi ci siamo contenuti: li abbiamo invitati cinque volte in tre mesi. Comunque, c’è chi ci critica in maniera ipocrita. Alla Vita in diretta hanno fatto una trasmissione intitolata: "È giusto invitare i trans in tv?" e hanno mostrato un sacco di immagini mie e dei miei ospiti... ».
I vantaggi di non condurre più «Mattino Cinque»...
«Avere di nuovo una vita privata. Al mattino ho ripreso a fare danza, con una maestra della Scala. Lo svantaggio di lavorare la domenica è invece che non torno a Roma da fine agosto. Mi manca la mia casa e i miei figli che vedo pochissimo, il più piccolo se ne è andato a Parigi a fare il fotografo e il più grande che studia medicina ora andrà in India in una missione umanitaria».
Però ha più tempo per l’amore...
«Facciamo gli scongiuri! Questa volta ho incontrato un uomo speciale, sensibile e intelligente (l’imprenditore Pierpaolo Pizzimbone, di qualche anno più giovane, ndr). Devo dire che me lo merito! Con uno così mi trasformo, io che sono una puledra refrattaria alle gabbie, in un agnellino... e spero di non dover versare più lacrime come troppo volte mi è capitato nella vita».