«Che brutto decidere prima chi vincerà»

Nostro inviato a Montecarlo

La Mclaren ha deciso, mister Ron Dennis ha deciso. Avrebbe voluto riflettere a lungo sul tema, soppesando i 26 milioni di euro che, ogni anno, dà a Fernando Alonso e i 750.000 pagati a Lewis Hamilton. Difficile decidere che fare: da una parte un investimento immenso fatto sul due volte campione del mondo, dall’altra la scommessa che si sta rivelando una potenziale miniera d’oro. La gara di Montecarlo l’ha invece costretto a decidere in pista e in fretta. E Dennis ha scelto Alonso.
È successo prima del via – si saprà poi - e al giro 29, quando Hamilton è stato fatto rientrare per il pit stop con tre giri in anticipo. In quel momento il ragazzo sognava, con pista sgombra e lo spagnolo appena uscito dal box, di fare un inaspettato colpaccio. Invece no. Il team l’ha chiamato dentro. Ed è stato il segnale.
Il debuttante prodigio non ha gradito, dimostrando il disappunto e incollandosi al caposquadra: «Perché l’unico modo per passare Fernando era stargli addosso, ma lui è un due volte campione del mondo e fa pochi errori», dirà prima di innestare una piccola retromarcia verbale. «Però che senso avrebbe mettere sotto pressione il proprio compagno, rischiando di farlo sbagliare o di sbagliare io stesso visto che ero già andato a toccare un paio di volte le barriere?». E ancora: «Certo, sono rimasto un po’ sorpreso, alla prima sosta, di scoprire che dovevo rientrare prima del previsto, posso immaginare sia stato fatto per evitare il problema di una eventuale safety car che avrebbe scombinato la gara (la safety azzera i distacchi e se il pilota non ha rifornito butta via la gara, ndr). Comunque sono secondo, sono un debuttante, non posso lamentarmi: devo mettermi il cuore in pace perché questa è la realtà. Io ho il numero due sull’auto, io sono il secondo pilota».
Parole che non hanno fatto piacere ad Alonso: «Questa è la mia vittoria più facile e più bella, mai avevo trionfato con oltre un minuto sul terzo...» Poi la stoccata: «Dopo l’ultimo pit dovevamo mantenere le posizioni».
Neppure patron Dennis ha gradito l’uscita di Hamilton: «Lewis deve saper accettare il suo ruolo nel team... Però è seccante dover usare due strategie diverse per evitare guai con la safety car. Per questo siamo stati costretti a decidere in anticipo chi dei due piloti avrebbe vinto il Gp. Hamilton doveva fare una sola sosta (sulla carta penalizzante), Alonso due (più veloce). Solo dopo il primo pit, abbiamo cambiato per Lewis». Con Massa lontano la sosta singola non aveva senso, ma il primo pit andava anticipato per evitare guai con la safety. In quel momento Lewis avrebbe però ancora potuto dire la sua. «Come squadra – conclude Dennis - ci piace la competizione, ma questo circuito richiede un approccio molto disciplinato».