Che brutto imbroglio l’uomo nero che semina morti in manicomio

Che bufala cosmica Boogeyman 2- Il ritorno dell’uomo nero. Che ha l’aggravante, nel titolo posticcio, di prendere per i fondelli lo spettatore disattento. Convinto di trovarsi davanti al seguito di Boogeyman - L’uomo nero, uscito tre anni fa. Non si fa così, anche se la nuova boiata, rifilata con l’inganno, sarebbe il giusto contrappasso per la diabolica perseveranza. Incredibile come questi horror siano tutti uguali. Là c’era un certo Tim in preda agli incubi per essere stato testimone della morte violenta del padre. Doppiata nel giro di pochi minuti da quella della madre. Da adulto, il poveretto, mal consigliato dall’analista, cercava invano di vincere i suoi tormenti con una fatale visita notturna al castello di famiglia. Qui invece ci sono due fratellini, Laura e Henry, che nel prologo assistono sgomenti all’assassinio dei genitori, sgozzati da un feroce tizio incappucciato. Lo sceneggiatore Brian Steve, debuttante come del resto il regista, l’ex montatore Jeff Betancourt, che avrebbe fatto bene a non cambiare mestiere, porta presto l’azione dieci anni più avanti. La disperata orfana di allora soffre ancora di allucinazioni che non le danno pace. Invece che dallo strizzacervelli, bussa direttamente al manicomio, dove la raggiunge il fratello e dove meriterebbero di finire gli autori. Peggio che andar di notte, come si suol dire. Perché, come lei mette piede nella clinica, per far terapia di gruppo, i cadaveri si accumulano. Chi muore divorato dai vermi, chi dall’acido. Vuoi vedere, pensa la signorina, che qui c’è ancora la mano dell’uomo nero? Però a guardar bene qualcosa i due film hanno qualcosa in comune. La stratosferica stupidità.

BOOGEYMAN 2 - IL RITORNO DELL’UOMO NERO di Jeff Betancourt (Usa, 2007) con Danielle Savre, Matthew Cohen. 91 minuti