Ma che ci importa di Jobs? Meglio i bigliettini delle email

La beatificazione del defunto co-fondatore di Apple, Steve Jobs, ha raggiunto proporzioni imbarazzanti. Ecco perché occorre ristabilire le proporzioni del lutto e del personaggio: un grande protagonista del capitalismo mondiale, ma pur sempre un imprenditore. E uno dei corresponsabili dell’avvento - spesso traumatico - della modernità. Se oggi non scriviamo più lettere con la stilo, se i libri tradizionali servono solo a raccogliere polvere nelle biblioteche, se la musica è diventata un consumo spasmodico e immateriale, è anche colpa di Steve Jobs. Ecco perché sono in tanti oggi quelli a cui della sua morte non interessa pressoché nulla.