Ma che colpa ha il Vava?

Quando si era in emergenza è stato chiamato Vavassori che, coraggiosamente, ci aveva messo la faccia mentre tutti migravano ed aveva accettato un incarico improbo vista la squadra che in fretta e furia era stata allestita ad inizio campionato. Oggi, secondo uno stile troppo diffuso, alla prima sconfitta, viene silurato, magari stringendogli la mano e «ringraziandolo per il suo impegno», ma indicando proprio lui come capro espiatorio su cui buttare la croce. Certo, l'allenatore svolge un ruolo fondamentale nel contesto dell'allestimento di una formazione, ma poi, in campo, ci va lui o i giocatori?Vavassori è un tecnico di poche parole, che ha lavorato in silenzio senza ricercare gloria o facili protagonismi ed ha ottenuto quei risultati che ci hanno portato ad essere primi in classifica, ancora e nonostante tutto: forse, se non per riconoscenza, almeno per riconoscimento anche questo andrebbe detto. (...)