Che cos’è l’autoemotrasfusione

Ivan Basso è colpevole di autoemotrasfusione. La pratica è vietata dal 1985, ma nello sport arriva negli anni ’70 dai Paesi scandinavi, introdotta per sci di fondo e atletica. Non si tratta di un doping classico, cioè assunzione di sostanze chimiche che costringe il fisico a lavorare su molecole sconosciute. Tecnicamente, si tratta di prelevare del proprio sangue e conservarlo a basse temperature, come peraltro avviene normalmente negli ospedali prima di molti interventi, quando si ipotizza che il paziente avrà bisogno di trasfusioni. Successivamente, questo stesso sangue viene reintrodotto nel proprio fisico, apportando nuovi globuli rossi, vale a dire più ossigeno per i muscoli. Il regolamento antidoping vieta tutte le pratiche che alterino le proprie prestazioni, dunque anche l'autoemotrasfusione in qualche modo le altera. Ma va aggiunto che lo stesso risultato, cioè l'aumento di globuli rossi, è possibile recandosi per un certo periodo in alta quota.