«Che esagerazione E allora i pesci rossi?»

Dall’altro capo del telefono una grassa risata. Annamaria Bernardini De Pace non riesce a trattenersi. «Di questo passo le cagne potranno anche fare dei sit-in per le pari opportunità. O finiremo per paragonare i figli al pesce rosso». Il senso è chiaro: per l’avvocato matrimonialista più famosa d’Italia, la sentenza di Cremona è «un’esagerazione».
È troppo il paragone cani-figli?
«Certo che lo è. Gli animalisti saranno contenti, ma io credo che si possa stabilire un rapporto con gli animali basato sul buon senso e sulla civiltà».
La sentenza ha travalicato questi limiti?
«Be’, se i padroni litigano, cosa si fa? Si affidano i cani ai servizi sociali, come ha stabilito di recente la Cassazione?».
Figlia veterinaria, suo genero Raoul Bova ha cinque cani. La facevo più animalista...
«Sono rispettosissima degli animali e di chi ha affetto per loro. Ma il diritto non può essere piegato fino a questo punto. Mia figlia non fa più la veterinaria. Si occupa di bambini, ma forse per questo giudice è la stessa cosa», insiste sarcastica.
Le sono mai capitati casi del genere?
«Mi ricordo di una coppia che si era separata e con loro anche il cane e il gatto di famiglia. Il cane stava così male dopo aver lasciato la casa e il padrone che i due cercavano di vedersi spesso e si incontravano dal veterinario. E dal veterinario hanno deciso di tornare insieme».
E lei? Quattrozampe in casa?
«Le assicuro, bastano i clienti...».