CHE FATICA FARE LA MEDIUM

Se è vero, come ci viene detto, che Medium (mercoledì su Raitre, ore 21) si basa sulla storia vera di Allison Dubois, praticante avvocatessa che scopre di avere poteri paranormali in base ai quali visualizza delitti e colpevoli tanto da essere ingaggiata dall'ufficio del procuratore distrettuale, si può affermare con sicurezza che la «vita da medium» è tutt'altro che invidiabile. Allison, interpretata da Patricia Arquette, passa tutto il tempo a elucubrare su quello che ha sognato (la maggior parte delle «visioni» avvengono mentre dorme) e a turbarsi per quello che ha visto o previsto. Non si capisce come resista il suo matrimonio, perché il povero marito viene persino svegliato di notte per essere messo al corrente delle inquietanti profezie della donna. Non parliamo dei pasti in famiglia, inframmezzati da spaventevoli vaticini su tutto il male possibile o immaginabile intravisto nel passato, avvertito sensorialmente nel presente o incombente nell'immediato futuro. Tempo per il sesso: zero o quasi, e ci si stupisce che la protagonista sia riuscita a fare tre figli, se non presumendo che li abbia concepiti non tanto tra un sogno e l'altro (non ne avrebbe il tempo) ma probabilmente durante i sogni stessi. Si sarà nel frattempo capito che Medium non è propriamente una fiction distensiva. Anzi, appartiene al genere «monomaniacale» la cui ripetitività di situazioni sceniche si avverte a maggior ragione se al telespettatore vengono fatti vedere tre episodi di fila come accaduto ad esempio nella serata di mercoledì. Il primo procura un certo interesse per l'indubbio impatto emotivo del plot narrativo, al secondo si comincia a sospettare che la minestra sia sempre quella, al terzo se ne ha la certezza. Vi è però da dire che questa fiction, che ha riscontrato un notevole successo in Usa tanto da contrastrare un colosso come C.S.I., si avvale di una batteria di ottimi interpreti (oltre alla protagonista Patricia Arquette va segnalato l'efficace Miguel Sandoval nei panni del procuratore distrettuale). Inoltre gli sceneggiatori hanno avuto l'accortezza di mantenere dialoghi e situazioni all'insegna dell'asciuttezza espressiva, in modo da ancorare la fiction a una dimensione quanto più possibile realistica rispetto alla deriva più spettacolarmente onirica o trascendente. Buona, per il momento, anche l'accoglienza del pubblico italiano, che finora come «personaggio medium» aveva avuto a che fare soprattutto con Rosemary Altea ai tempi del Costanzo Show, e pur di avere un nuovo punto di riferimento accoglie adesso Allison Dubois gettando nello sconforto Piero Angela, gli adepti del Cicap e i razionalisti di ogni età.