Che fine ha fatto la «carta senior»?

Novità sulle nuove «Carte Senior»? E chi le ha viste più. I pensionati meno abbienti aspettano fiduciosi di riceverle ma, nel frattempo, tirano la cinghia. Quanto rimane dell’iniziativa dell’ex giunta Storace come forma di sostegno al reddito delle persone anziane che percepiscono pensioni sociali, assegni di accompagnamento o semplicemente le sole maggiorazioni sociali, è una pagina web, sul sito della Regione. Nient’altro. Eppure nella finanziaria del 2005 sarebbero stati, ancora una volta, ristabiliti i parametri per averne diritto e quindi ricevere il bonus che dà l’opportunità a uno sconto del 5 per cento sulla spesa quotidiana nei supermercati. Fino al 10 nei mercati rionali. In 24mila circa i nuovi aventi diritto, stando alle stime di fine aprile, dell’«ufficio carta senior». E tra questi, altri 10mila pensionati con minore reddito familiare che dovrebbero ricevere anche il vaucher di 900 euro da spendere nei negozi convenzionati. Ma allora, se le cose stanno realmente così, perché non si dà il via all’operazione? Nella «casa di vetro» di Piero Marrazzo questa non dovrebbe essere una priorità visto il «fermo» del provvedimento. L’ex conduttore televisivo, già in campagna elettorale aveva definito la «regalia» quasi un obolo, additandola, parole sue, come «tessera di povertà». Di rimando i Ds gli avevano prestato la spalla parlando di «regalino clientelare e propagandistico: un bonus da erogare parte in denaro parte in servizi ad alcune migliaia di anziani definiti indigenti». Però apostrofi a parte c’è chi oggi si chiede anche dove e come verranno dirottati i fondi per elargire il bonus e card. «Ormai è passato un po’ di tempo dall’insediamento e ci sono tanti cittadini, tanti nuovi pensionati sociali, a cui la Carta Senior fa comodo. Quello che vogliamo sapere è - chiosa Fabio Desideri, capogruppo della Lista Storace - se la nuova amministrazione regionale sia intenzionata a proseguire con l’iniziativa già ben avviata e magari anche migliorarla, ampliando il raggio dei benefici offerti dalla carta, continuando ad aumentare i negozi convenzionati, o se, al contrario, preferisca seppellirla. A leggere le dichiarazioni rilasciate in campagna elettorale il rischio è che prenda corpo la seconda ipotesi. Per questo sto predisponendo un’interpellanza». Con buona pace di coloro che avranno il dovere di rispondere all’interrogazione consiliare, ci si aspetta che vengano soprattutto date spiegazioni consone all’iniziativa e al suo eventuale prosieguo. Soprattutto perché la formula del bonus si attesta, percorrendo l’intera penisola, come unica nel suo genere. Un’operazione che quando è stata varata poteva essere definita «pilota». Purtroppo però ora la cabina di regia è cambiata ed sono cambiate anche l’analisi e la sintesi, ammesso che ve ne siano, dei fatti. Ecco perché pur raccogliendo la cosiddetta «eredità di Storace» il capogruppo della lista che porta il nome del ministro della Sanità continua fermamente a credere che «un’opposizione concreta, non ostruzionistica ma costruttiva, a favore dei cittadini, senza posizioni strumentali» possa giovare anche ai nuovi entrati. Il sasso nello stagno è stato lanciato, a qualcuno sta raccoglierlo.