Che impressione la vita di Cechov

Anton Cechov scrisse: «La medicina è la mia moglie legittima, la letteratura la mia amante». Ma in Cechov «un impressionista» di Viktor Gaiduk (Editrice San Raffaele, pagg. 96, euro 14; introd. di Armando Torno) non ci sono solo penna e stetoscopio. L’autore delle Tre sorelle imparò a frodare i clienti nella bottega paterna; durante un’epidemia di colera si sobbarcò la cura gratuita di venticinque villaggi, quattro fabbriche e un monastero; aveva una mangusta domestica comprata a Ceylon; inventava soprannomi e talvolta si presentava come Tolstoevskij; visitò e descrisse i proto-gulag zaristi di Sakhalin. Disse di aver scritto un bel racconto e poi di averne tolto il superfluo. Risultato: «Lui e lei si sono amati, poi si sono sposati e sono stati infelici». Si sposò nel 1901 e non fu infelice.