«Che ingiustizia, ci sono troppi furbi Ma la legge deve essere cambiata»

«Siamo di fronte a una strana forma di pseudo federalismo certificatorio delle riserve – spiega il sindacalista milanese Pippo Frisone –, una vera a propria Babele di situazioni. Così nella provincia di Milano non vengono iscritti nelle liste speciali dei riservisti quanti dichiarano di lavorare come supplenti annuali o di superare un reddito di 8mila euro». Cosa succede nelle altre regioni è presto detto: supplenti annuali o con reddito superiore a 8mila euro vengono regolarmente iscritti o mantenuti iscritti nelle liste speciali, per una interpretazione o applicazione più estensiva della norma. «Ora - aggiunge Frisone - se questi candidati, riconosciuti dai Centri Territoriali per l’impiego del comune di provenienza quali “riservisti”, fanno valere tale diritto nella provincia di Milano i cui Centri per l’impiego, invece, non lo hanno certificato ai candidati “disabili” locali, si crea non solo una disparità di trattamento, ma anche una profonda ingiustizia. Per non parlare delle “furbate” più fantasiose messe in atto dagli interessati per rientrare dalla finestra, quando la porta è chiusa».