Che lotta per il timone di New Zeland

da Valencia

Inglese, trent’anni compiuti, tre medaglie alle Olimpiadi, due d’oro e una d’argento, in Laser e Finn. In queste fleet race Ben Ainslie è il timoniere designato di Emirates Team New Zealand a prendere il posto di Dean Barker, allievo di Russell Coutts, ma anche sconfitto da Alinghi quattro anni fa. Nelle dichiarazioni della vigilia Dean Barker dovrebbe conservare il suo posto nella Louis Vuitton Cup, ma nulla sembra sicuro. e in realtà sembra un passaggio storico. Barker nella prima regata non era neanche in barca come skipper come fanno altri, ma ha detto: «Fin dall’inizio la nostra politica è stata di avere un sostituto in tutti i ruoli, la Coppa è lunga e ci sono fatiche, infortuni, malattie, resterò a terra. Ho molto da fare per preparare la Louis Vuitton Cup». Bisogna credergli? Cosa deciderà il capo Grant Dalton? Dipenderà dai risultati di questi giorni. La determinazione di Ben a volere il timone è ben nota. Nella Coppa precedente lasciò One World, dove era titolare James Spithill, perché non voleva un ruolo comprimario e voleva preparare le Olimpiadi da timoniere. Una volta arrivato all’interno di Emirates Team New Zealand ha scelto di rinunciare al ruolo di tattico titolare a fianco di Barker per essere timoniere allenatore. Ma proprio durante gli allenamenti ha mostrato di che pasta è fatto.
Qualche mese fa, con una mossa strategicamente perfetta, lo skipper di Alinghi Brad Butterworth ha detto con il suo aplomb ironico: «Non capisco i neozelandesi, hanno il miglior timoniere del mondo e non lo usano». Eccolo servito. Ben è sensibile e veloce, lo dicono tutti, ma tutti hanno sempre detto che in squadra è un elemento difficile da integrare, che il suo carattere taciturno e irascibile non sempre viene compreso. Eppure, quando ha timonato il maxi Alfa Romeo si è dimostrato subito l’uomo equipaggio, quello a cui tutti riconoscono le capacità del leader.