A che mi servono le nubi, le steppe

A che mi servono le nubi, le steppe
e tutta la vastità sotto il sole!
Sono uno schiavo innamorato delle sue catene,
che benedice la Siberia.

Ehi, voi, che tornate indietro!
Un saluto alle grandi città.
Non venderò per tutta la libertà
la mia miniera-prigione.

Un saluto a te, città divina, Kiev!
Un saluto, Mosca capitale!
Un saluto, mie faccende mondane!
Sono un figlio che non ricorda gli avi...

Non si leverà ad ammirare la segale
il defunto innamorato della bara.
Il minatore capo mi ha
stregato contro la luce divina.