Che nausea le denunce della McLaren

C he nausea, questa riottosa McLaren, che soffia da tre settimane sul polverone sollevato dalle proprie accuse alla Ferrari, colpevole di usare una «assicella» flessibile e «molleggiata», per la nota proiezione anteriore della carrozzeria sul pavimento della vettura. Come dire al mondo intero: vedete, con la monogomma del 2007, siamo pari; ma abbiamo perso in Australia, perché loro hanno barato! E ci sono voluti i nuovi metodi di controllo della Fia-Tv, per annullare le differenze.
Tecnicamente, invece, tutto è rimasto tale e quale: si era capito fin da Melbourne che la squadra di acquisizione Mercedes era la meglio preparata, nello sfruttamento delle nuove gomme, dopo la cacciata dei campioni francesi di delaminazione. Ed era facile dedurre che, con il passaggio alla più esigente pista di Sepang, il «gap» da Maranello era destinato a ridursi in modo tale da far presagire perfino una vittoria nell'odierno Gp della Malesia. In effetti, il ritardo in qualifica di Alonso dalla Ferrari (velocità massime sempre più alte) è passato dallo 0,49 allo 0,28 per cento del tempo sul giro, lontanissimi tutti gli altri. Tanto che, in simili condizioni, si può vincere o perdere per un piccolo inconveniente strategico. Specie se si aggiunge che tutt'e quattro le macchine delle prime due file si sono qualificate con lo stesso numero di giri (16, per un identico rabbocco) e con le stesse gomme bianco-cerchiate, per cui le sole varianti restano circoscritte all'improbabile differenza di carburante in apertura e alla dissuadente scelta delle mescole più tenere alla partenza. Le principali tattiche alternative sono per le Sauber-Bmw di Kubica (14 giri) e di Heidfeld (19 giri) o per le 22 tornate di Rosberg.
Alla fine, per l'inqualificabile denuncia della McLaren - che bello, quando esisteva il reclamo a fine gara! - la spiegazione più logica è che qualcosa di anomalo stia bollendo nei pentoloni britannici e che l'ineffabile Ron Dennis abbia voluto costringere la Fia-Tv ad esprimersi pubblicamente, prima di sfoderare un proprio «trucco» legalizzato. Eppure, la regola del fondo piatto risale al 1983 ed è visibile dal primo «muso» rialzato del 1990. Tiranti e molle sono una concessione del Delegato, il solito «Bravo-Charlie», che ha impiegato cinque anni per capire come un «test» di 51 kg (non 500, come scritto da un noto settimanale) può essere alterato. Ma non dalla Ferrari.