«Che nervi: prendo troppo poco»

Roberto D’Agostino, che effetto fa a uno che «spia» i segreti altrui ritrovarsi il proprio reddito spiattellato on line e sui giornali?
«Nessuno, faccio questo mestiere, non potrei mai lamentarmi. Non ho nulla da ridire. Anzi, nun me ne pò frega’ de meno. L’unica cosa che mi dà fastidio, per quanto mi riguarda, è vedere che guadagno così poco».
Poco? Sono circa 230mila euro...
«Poco rispetto ad altri. Io mi faccio un mazzo tanto, metto a rischio anche la mia salute e poi vedi che reddito misero».
Passiamo ai redditi dei vip. Secondo lei qualcuno ha barato, dichiarando meno del dovuto?
«Il punto è un altro, e andrebbe detto alla gente che legge semplicemente le cifre e poi si meraviglia perché Caltagirone o Montezemolo prendono meno di altri: ci sono le società. L’unico che ha avuto il coraggio di sottolinearlo apertamente è stato Ricucci. Gli altri tutti zitti».
Quindi i dati che sono stati resi pubblici non sono del tutto veri?
«I dati saranno pure veri, ma bisogna tenere conto del fatto che, a determinati livelli, quei redditi sono del tutto parziali».
In che senso?
«Nel senso che c’è il sistema delle scatole cinesi che ti inventano i commercialisti. Ma la gente comune questo non lo sa, mentre andrebbe spiegato a caratteri cubitali».
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