"Che piacere vederti". Ecco la lista delle frottole che ci salvano la vita

Un sondaggio inglese stila la hit parade delle venti "balle" innocenti più usate. Da "Sono già per strada" a "Ti richiamo io", i migliori espedienti per tirarsi fuori da una situazione scomoda

Bugie o semplicemente frasi di circostanza? Cos’è in fondo meglio? Rispondere agli immancabili «Come va?» che ogni giorno ci vengono rivolti con una piccola frottola - «Bene grazie, e tu?» - o partire ogni volta con un attento esame delle nostre condizioni psico-fisiche? Il nostro interlocutore ci prenderebbe per dei pazzi. Evidentemente, anche in Inghilterra la pensano come la maggior parte degli italiani. Sembra infatti che «Va tutto bene» sia la bugia più diffusa in Gran Bretagna. Lo sostiene una ricerca commissionata dalla Wdk, una nota marca di bevande alcoliche.
Se «Va tutto bene» è indubbiamente la più pronunciata, scelta per tagliare corto la conversazione dal 28 per cento delle persone intervistate, la seconda nella «top 20» inglese è un altro caposaldo della cortesia spicciola: «Che piacere vederti». Seguono «Non ho soldi con me», «Ti chiamo», «Mi dispiace di aver perso la tua chiamata», «Dobbiamo vederci presto» e «Sono già per strada». All’ottavo posto l’intramontabile (e obbligatorio, a meno che non si voglia dormire sul divano): «No, quel vestito non ti fa il sedere grande».

Si tratta di piccole bugie (o come dicono gli inglesi white lies), che, secondo i due terzi degli intervistati, non fanno male a nessuno e soprattutto non fanno nemmeno sentire in colpa. «La maggior parte delle persone - ha detto al tabloid Daily Mail un portavoce della Wdk - ricorre a innocenti frottole per non ferire i sentimenti altrui. In Inghilterra mentono più gli uomini (cinque volte al giorno) che le donne (solo tre frottole). In fondo è ben noto che un complimento è una bugia in abito da sera».
Nella classifica delle 20 più usate, nell’era dei telefonini e di internet, ci sono ancora: «Sono bloccato nel traffico», «Che messaggio?», «Non ho campo», «Certo che ti voglio bene», «Il nostro server non funzionava», «La sveglia non ha suonato», «L’assegno è stato depositato», «Mi è morta la batteria», «Il treno era in ritardo», «Ti richiamo io tra un minuto», «Che buono!» ed infine «Stasera vado in palestra».

Secondo la ricerca, gli uomini mentono di più delle donne e su argomenti diversi. Con quattro falsità al giorno, ogni anno i due sessi raccontano in media 1.460 bugie a testa e nel corso della vita 88mila. Gli uomini sono disposti ad ingannare la propria fidanzata per svariate ragioni: andare al pub, recarsi allo stadio, rassicurarla sul suo aspetto fisico e flirtare con un’altra. Il 29 per cento ha taciuto alla propria partner che ha corteggiato un’altra ragazza.
Le donne, invece, non dicono quanto hanno speso veramente per un vestito (44 per cento), quanto hanno bevuto (30 per cento), quanto pesano, a quanto ammonta il loro debito e quanto esercizio fisico fanno.

La bugia eletta come la più brutta è quella che include un tradimento. Circa la metà degli intervistati che avevano taciuto un bacio rubato o una notte di passione con l’amante ha ammesso di essere stato beccato. Le donne sono le bugiarde migliori, spesso costrette ad inventarsi qualche storia per rifiutare un appuntamento. Completano la classifica: «Siamo solo amici», «Il mio orologio si è fermato», «Mi chiamano sull’altra linea», «Sono stato in riunione tutto il giorno», «È quello che ho sempre voluto», «Avevo scritto male il tuo numero», «Era grande così», «Stasera lavoro fino a tardi», «Lo scorso l’ho comprato io» e «La mia macchina non partiva».