Che la religione resti fuori dalla competizione politica

È doloroso dover constatare come Membri della Chiesa Cattolica vogliano condurre la religione, un sentimento riverente per un mondo spirituale e che riguarda la coscienza individuale, sul terreno della competizione politica.
Tutto ciò in contrasto con le direttive della C.E.I., ma anche con una ragionevole norma naturale, che tiene la millenaria valenza della religione cattolica al di sopra delle contingenti variabili della quotidianità.
È opportuno invece che i cattolici possano essere orientati dai Sacerdoti sui valori della sacralità della vita fin dal suo concepimento, della famiglia fondata sul matrimonio, della libertà religiosa, purtroppo spesso avversata in modo violento o subdolo.
Valori più volte ricordati da Papa Benedetto XVI, al quale dobbiamo, tutti, la nostra riconoscenza.
Bruno Cassissa