Che risate se la Befana «atterra» a Villa Sciarra

Si può sopportare una vita priva di illusioni e fantasie? Romantici e creativi ritengono sia impossibile. I razionali ne fanno volentieri a meno, anzi le considerano banalità: quelli che credono solo a ciò che vedono non sono mai riusciti a parlare con Babbo Natale e a scorgere nei boschi fate, gnomi e folletti. Forse hanno solo finto di non vederli, forse no.
In queste sere persino questi ultimi potrebbero avere l’occasione di incontrare un personaggio un po’ grottesco che si aggira per Villa Sciarra, sbuca all’improvviso dagli angoli nascosti, e raggiunge i passanti su una scopa volante, incurante dell’evidente anacronismo. A quel punto anche i più scettici avrebbero la possibilità di ricredersi. Vederla e magari domandare ad alta voce: Chi ha chiamato la Befana?. Questo il titolo del nuovo spettacolo di Marco Falaguasta e Danilo De Santis, in programma a Villa Sciarra fino al 17 agosto (da martedì a domenica, ore 21.15), per la rassegna «Roma che ride». Divertente commedia dai numerosi colpi di scena, che non dimentica mai di ricordare quanto sia bello fantasticare e ridere spensierati come quando si era bambini. Assieme a Falaguasta (che cura anche la regia) e De Santis, ci sono Vanessa Fulvio e la compagnia «Bona la prima». Tutti pronti all’improvvisazione per raccontare le vicende dei protagonisti della strana storia, datata 5 gennaio 1985.
Marcello, Maurizio, Enzo e Fausto si incontrano a un corso di sopravvivenza. Diverse sono le motivazioni che li hanno spinti a intraprendere questo tipo di esperienza: superare una storia d’amore finita, evadere dalla vita quotidiana, semplice curiosità. Intanto diventano amici e si trovano ad affrontare una nuova vita fatta di regole rigidissime ricordate dalla voce registrata del grande «Mogol». Dormono anche nella stessa stanza e, durante la notte, un forte rumore li sveglia all’improvviso: al centro della stanza compare un’anziana donna dall’aspetto spaventoso. I quattro le pongono una serie di domande: «chi sei?», «da dove vieni?». La donna risponde di essere nientepopodimenoche la Befana, e di giungere da «Fatalismo». E per giunta di non essere lì per caso, perché è stata chiamata. Realtà? Immaginazione? Solo chi non ha perduto le chiavi della sfera fantastica sarà impreparato nel trovarsi una risposta.