Che romantici i Baustelle a metà tra i due Manzoni

Su forza, Baustelle, impugnate il timone e seguite la rotta. Siete la rivelazione italiana dell’anno, il ciddì La malavita è un gioiellino e del vostro rock si è sentita la mancanza persino al Festival di Sanremo (dove molti vi avrebbero accolti a braccia aperte). Però vi divertite a lasciare l’acquolina in bocca, navigate e navigate in una direzione senza mai arrivare in un porto che è lì a vista. Come in Un romantico a Milano, il video girato da Lorenzo Vignolo che è una straordinaria collezione di riferimenti, citazioni, rimandi che alla fine lasciano più che altro un bel punto interrogativo. E così, dopo la prima linea di versi che recita «Tra i Manzoni preferisco quello vero: Piero», ci si sarebbe aspettato un video grezzo, diciamo avanguardista, un «manifesto contro lo stile» nello spirito della «merda d’artista». Invece no. Qui corrono le atmosfere di Lutring il solista del mitra, della giovane Milva, dei vialoni impolverati di Scerbanenko e dei bar di Gaber o Iannacci pieni di sogni e Lambrusco e nebbia. Corre insomma un romanticismo nostalgico che uno non se lo aspetta e che alla fine merita l’applauso ma consiglia un cambio di verso: tra i due Manzoni, i Baustelle sembrano scegliere Alessandro.

BAUSTELLE - Un romantico a Milano (Wea)