Che sindaco vorrei? Uno che conosce anche le creuze, non il solito straniero

Se avessi ancora la sventura di risiedere a Genova (da cui mi sono da tempo trasferito perché disgustato dalle amministrazioni di sinistra che si sono susseguite negli ultimi vent'anni), al manifesto apparso in questi giorni sui muri cittadini «che sindaco vorresti» risponderei che prima di tutto voglio un sindaco genovese, uno che abbia succhiato la genovesità nel latte materno, uno che ami ogni mattone di Genova come cosa sua, uno che parli il genovese meglio dell'italiano, uno che creuza per creuza sappia dove sono; non uno venuto da fuori (o di fuori originario).
(Courmayeur)