Che soddisfazione: il mio network funziona sempre

Tu chiamale se vuoi... soddisfazioni. Seppiate, vintage o datate che dir si voglia, però quelle sono e quelle rimangono. Soddisfazioni per un pericolo scampato causato da un grande e grosso oggetto ormai mega elettronico che se elettronico non fosse stato il pericolo non ci sarebbe stato. Soddisfazioni per un pezzo di carta che regge l’affronto del progresso nonostante sia stropicciato, martoriato, impiastricciato di creme abbronzanti e dopo sole, di gelati sgocciolanti e granelli di sabbia che s’incollano come invisibili mattonelle di un pazzo mosaico. Soddisfazioni per un social network talmente social che i numeri privati di telefono diventano un fatto sociale.
Tu chiamale se vuoi... soddisfazioni. Come quella volta, era notte fonda, alla guida di una monovolume talmente elettronica che a volte mi chiedo se abbia vita propria come Yul Brynner automa ne Il mondo dei robot. Ecco, Yul Brynner quella notte ha deciso di spegnersi senza un motivo, senza avvisarmi, senza l’educazione di un colpetto giusto per dirmi «dai! inutile individuo che mi guida, spostati un po’ sulla destra che tra poco pianto te, tua moglie e i piccoli in mezzo alla A-26 in piena salita». Ho accostato col motore spento senza più servo freno e servo sterzo come una palla da bowling sfuggita a lato mentre sulle altre corsie i giocatori tirano bocce all’impazzata. E mi sono fermato sulla prima corsia perché non c’era quella di emergenza e le macchine all’ultimo mi e ci sfilavano e i tir all’ultimo mi e ci muovevano e solo dopo alcuni minuti Yul Brynner ha deciso di riaversi e come se niente fosse s’è riacceso e ci ha portati a casa. La soddisfazione vintage, oltre all’essere sopravvissuti, è figlia della consapevolezza che un tempo questo non sarebbe accaduto: le auto davano ampi ed evidenti avvertimenti sul proprio stato di salute e ti preparavi e potevi pian piano accostare.
Tu chiamale se vuoi... soddisfazioni. L’amico che torna dalle vacanze e va a fare il tagliando all’e-reader o tablet che «ha patito la vita di spiaggia». E allora applaudo il mio giornale o libro unto e bisunto, eterni mezzi capaci di sopravvivere a tutto, persino al panino con la frittata.
Tu chiamale se vuoi... soddisfazioni. Come quando ho saputo che sul social network più social di tutti basta cliccare per vedere i numeri di telefono degli altri amici virtuali dei miei amici. Sarò molto meno social, ma il mio network non ha falle. È la differenza che passa tra amici virtuali e in carne ed ossa.