«Che speranza avranno quei bimbi?»

(...) immaginando lì vicino i villaggi. Sono passati quasi otto anni dalla prima volta che, dopo aver letto uno dei depliant dell’associazione ho deciso di impegnarmi in questo tipo di solidarietà. Mi ero rivolta all’associazione genovese convinta che, visto che si trattava di una onlus della mia città, vicina e con un volto di persone vere, fosse tutto più «serio», che la pur piccola donazione sarebbe andata a buon fine. E spesso ne avevo parlato anche con amici, facendo «pubblicità» al Centro Cooperazione e Sviluppo. Ieri, scoprire la presa in giro è stato uno choc. Non per me, ma pensando al piccolo che credevo di aiutare e che forse non riceveva nemmeno la metà di quanto gli mandavo. Uno schiaffo a tutti i bambini africani che ci guardano negli occhi dalla tv e ci interrogano dentro. Che fine faranno ora? Chi manderà avanti quei progetti così importanti e che hanno fatto comunque tanto bene? Non lo so. Ma spero che qualcuno ci risponderà.