Che triste cercare on line la scappatella sicura

Il sito per le corna virtuali ha un iscritto ogni nove secondi. Fantasie banali e scuse patetiche: se il network per tradire è più noioso della vita coniugale<br />

Ci sono le agenzie matrimonia­li, per chi cerca una moglie o un marito, e c'è il sito www. ashleyma­dison. com , per chi si è stufato del­la moglie o del marito e vorrebbe un amante. Inoltre un conto è il sesso sicuro e un altro avere un'av­ventura sicura, e in teoria lo slo­gan è accattivante: «Che cos'han­no in comune Bill Clinton, Carlo d'Inghilterra e Juan Carlos di Spa­gna? Non si sono serviti di Ashley Madison».

A presentare la Ashley Madison alla stampa italiana, nel­la suite 441 del Boscolo Exedra Ho­tel di Roma, ieri mattina c'era No­el Biderman, un ragazzo molto ele­gante e molto canadese che ha portato la società a triplicare il fat­turato in quattro anni. E da noi il si­to Ashley Madison ha totalizzato il record di accessi mondiali, e del­le due l'una: o siamo i più furbi o siamo i più sfigati del mondo. Gli ashleymadisoniani ne sono rima­­sti sorpresi, in un paese così catto­lico non se l'aspettavano. Io mi sa­rei sorpreso del contrario, in un paese così cattolico, dove si sta in­sieme finché morte non ci separi, tradirsi è il minimo per non mori­re vivi.

Nella suite intanto si sciori­nano dati a non finire: ogni 9 se­condi c'è un nuovo iscritto, il 63,1% delle donne di tutto il mon­do sogna di avere una relazione con un italiano, il 67% del popolo degli infedeli è maschile e «alla ri­cerca di una donna che incarni il mito di Scarlett Johannson: bion­da, burrosa e disinibita, tra i 25 an­ni e i 45 anni». Noel Biderman ci tiene a precisare che ogni utente gode della massima riservatezza, non deve neppure fornire il pro­prio vero nome, può camuffare le foto, e dovrebbe essere una cosa fi­ga.

In pratica, per tutelare l'anoni­mato del cliente, io cerco il mito in­carnato di Scarlett Johannson e dall'altra parte potrei trovare la so­sia di Rosi Bindi, un affare. Così mentre Biderman parla mi metto a trafficare con l'iPad collegato a un profilo di prova, controllo chi c'è online, e mi ritrovo le solite fo­to tristissime con le pecette nere sugli occhi da annuncio amatoria­­le, e penso che tanto vale tenersi Facebook. Ma Ashley Madison ti protegge, rispondono. Allora alzo la mano e senza aspettare il per­messo chiedo: «Scusi Biderman, ma se io fossi Clinton, con un siste­ma del genere avrei incontrato lo stesso la Lewinsky, e quindi dove stanno queste avventure sicure? Come mi tutela Ashley Madison dall'incontrare una stronza?» e Bi­derman prima ridacchia e poi mi risponde che per le stronze non esistono asshole-detector, biso­gna tutelarsi da soli.

In pratica Ash­ley Madis­on sarebbe un sistema si­curo semplicemente perché si ba­sa sull'improbabilità statistica che tu possa incontrare proprio la tua stagista, e al massimo vi dan­no tu­tta una serie di gadget telema­tici da agente segreto giocattolo, ti­po il «panic button», ovvero: «se mentre state chattando con la vo­stra amante entra vostra moglie potete schiacciare il 'panic but­ton' e in men che non si dica il browser si sposterà su una pagina neutrale, per esempio Google».

Il vero problema è che per parla­re di tradimenti bisogna entrare nel vivo dell'immaginario matri­moniale, e di vivo in genere c'è già poco quando due si sposano, figu­riamoci quando si tradiscono, do­ve gli uomini tradiscono per pro­vare «l'adrelina della conquista», e le donne perché «vogliono sen­tirsi desiderate », oppure perché «i loro bisogni emotivi non sono ap­pagati », che è la stessa cosa, o per­ché «amano solo fare sesso», quel­le che io non incontro mai.

Infine inutile entusiasmarsi nell'apprendere che «le fantasie inconfessabili prendono vita su AshleyMadison.com senza più bi­sogno di vergognarsene », magari. Al contrario si scopre subito che al primo posto di queste fantasie in­confessabili c'è il sesso orale, al se­condo posto la cattiva ragazza, al terzo posto i giochi di ruolo, al quarto il linguaggio spinto. Mi chiedo quali siano allora le fanta­sie confessabili. Comunque sia ci si ritrova a tradire nei motel, nel ri­storante fuori città, nella casa al mare, nella casa in montagna. E si usano le migliori scuse, vale a di­re: faccio tardi a lavoro, vado a ce­na con gli amici, e il calcetto. E in­somma io gente così devo pure pa­gare per incontrarla?