Che tristezza leggere un solo libro

di Walter Veltroni

«Zero tituli» ha scritto Il Giornale. Zero lo merita il vostro titolo che racconta una cosa non vera. Si vuol far credere che in un anno io abbia letto a malapena un libro. La realtà è che, molto semplicemente, conversando sulla memoria con due giornalisti della Stampa ho segnalato loro questo libro, «Io non ricordo» di Block, che ho letto un anno fa (come all’epoca riferirono altri giornali) e l’ho «divorato» in pochi giorni tanto è appassionante. Segnalare un libro per pura gentilezza fa nascere il vostro articolo. Capisco le ragioni della polemica politica, capisco anche il tentativo di fare dell’urticante ironia. Ma, a dire la verità, arrivare a questo punto più che sorridere fa tristezza.
Walter Veltroni

Caro onorevole, altro che tristezza. Fa molto ridere il fatto che un ex segretario di partito scriva piccato ai giornali per precisare che legge più di un libro all’anno. È meraviglioso. Questa sua replica fulminea già di per sé fugherebbe ogni dubbio circa i suoi tempi di lettura. Ammettiamolo: lei sa leggere alla velocità della luce. Lei è il Flash Gordon, l’Usain Bolt, l’Achille piè veloce di tutti i lettori dell’universo. Questo libro però l’ha «divorato» così in fretta che forse le è rimasto sullo stomaco. Il nostro articolo, poi, l'ha letto in un millisecondo: e così le è sfuggito un attimo il contenuto. E anche il titolo, se è per questo: non «zero tituli», bensì «un solo titulo».
E dunque, col sorriso sulle labbra, ribadiamo. Se è vero che un anno fa ha cominciato a divorare il tomo, ci deve ancora spiegare come mai, su La Stampa di domenica, c’è scritto testuale che lo sta ancora leggendo, in data 17 maggio 2009. Tutto qui. I nostri conti tornano. E lo «zero», almeno in matematica, è tutto suo.
Per il resto, ci piacerebbe tanto liquidare tutto come una «polemica politica»: ma la polemica politica è roba seria, e qua invece si trattiene a stento la risata. Ergo, prima di esplodere, potremmo annotare che in questa storia c’era abbastanza materiale per scherzarci su; potremmo annotare che l’articolo con relativo titolo era evidentemente paradossale e sarcastico; potremmo annotare che va da sé che uno come lei non possa invecchiare su un libro per un intero anno solare (poi con tutto il tempo libero di cui dispone adesso, figuriamoci). Potremmo annotare l’ovvio, insomma, ma preferiamo seguire la moda: ed applicare, anche al partito democratico, un po’ di democratica satira. Se tutto ciò le mette ancora «tristezza», non sappiamo cosa dirle: scelga temi più leggeri, tipo Littizzetto, provi a cambiare libro.
Federico Novella