Chelsea Abramovich chiede aiuto a Hiddink ma vuole Ancelotti per luglio. E il Milan...

LondraIl Chelsea ha scelto il traghettatore che dovrà salvare una stagione in bilico tra incertezze e fallimento. La seconda consecutiva senza trofei per i Blues. Semplicemente inammissibile per il patron Roman Abramovich che si è mosso in prima persona, intercedendo con la federcalcio russa affinché concedesse il nulla-osta al prestito part-time di Guus Hiddink. Sotto contratto con Mosca fino al 2010, il tecnico olandese ha già dato la sua disponibilità. «È una situazione eccezionale, non avrei accettato per nessun altro club ma il Chelsea è un club speciale al quale sono legato da un vincolo di amicizia con Abramovich», le parole di Hiddink che resterà allo Stamford Bridge solo fino a giugno. E contemporaneamente manterrà il suo ruolo di Ct della Russia, in corsa per il mondiale 2010. Una soluzione part-time, già sperimentata due anni fa quando era alla guida del Psv e aveva portato l'Australia alla Coppa del Mondo in Germania. Questa volta è chiamato a raddrizzare la stagione del Chelsea. A giugno è già deciso che lascerà la panchina di Stamford Bridge. Diverse le opzioni per il futuro, due delle quali italiane. Il primo, Carlo Ancelotti, che già la scorsa estate era stato ad un passo dalla firma con il Chelsea. Il secondo, Gianfranco Zola. Concluso l'apprendistato sulla panchina del West Ham l'ex Under 21 potrebbe rientrare a Stamford Bridge. Abramovich spinge per la prima soluzione, i tifosi dei Blues sognano già un ritorno del magic box. Ma è fin troppo facile immaginare come andrà a finire. Anche perché da Milano arrivano segnali contraddittori. «Se a luglio la panchina del Chelsea fosse ancora disponibile, Ancelotti potrebbe pensarci», le parole ieri di Umberto Gandini. Pochi attimi prima che Adriano Galliani scegliesse proprio la settimana del derby per un elogio pubblico a José Mourinho. «Non riesco a darmi spiegazioni perché per l’ennesima volta il divario con l'Inter dipenda dai risultati contro le ultime piuttosto che con le prime. Una ricetta? Deve trovarla la società e l’allenatore. Mourinho? Mi è sempre simpatico e ha detto la verità: abbiamo Kakà, Beckham, Pato e Ronaldinho e il Milan è a -8, bisogna inchinarsi alla verità e trovare la soluzione». Un complimento che suona tanto come una bacchettata: dire a nuora perché suocera intenda. Il destinatario siede sulla panchina rossonera.