Chelsea, è un dicembre nero. United e Arsenal ora si avvicinano

I Blues fermati sullo 0-0 dal Birmingham City.<BR> Il Manchester trascinato da Rooney batte l'Hull<BR> e si fa sotto: ora è a due punti dalla squadra di<BR> Ancelotti. In miracolosa risalita anche i Gunners<BR> che battono 3-0 l'Aston Villa quarto in classifica<BR> Tornano a vincere Liverpool e West Ham

LETARGO BLUE. Sarà che per le eleganti strade di Chelsea e Kensington le lucine di Natale conciliano lo shopping più degli allenamenti, ma il bottino dei Blues nel mese di dicembre è tutt'altro che una scorpacciata. Cinque partite in Premier League e solo una vittoria, quella casalinga contro il Portsmouth ultimo in classifica. Un po' poco per i voraci londinesi guidati da Carlo Ancelotti, uno che di scorpacciate (di punti come di cappone) se ne intende. Anche nel Boxing Day, il suo Chelsea non va oltre lo 0-0 in casa del Birmingham City. È dal 29 novembre, giorno del derby vinto per 3-0 all'Emirates Stadium contro l'Arsenal che Drogba e compagni non sfoderano una prestazione convincente come quelle dei primi tre mesi di stagione. Sarà una flessione, ma nel frattempo il vantaggio sulle inseguitrici si assottiglia. E l'Inter di Mourinho - avversaria negli ottavi di Champions - si avvicina.
CANNONATE IN VETTA. E se l'ultimo acuto dei Blues è stato il derby contro l'Arsenal, paradossalmente da quella partita i Gunners non si sono fermati più. Tredici punti in cinque partite e divario ridotto al lumicino. Già, perché Ancelotti sarà pure primo a quota 42 punti, ma dopo il posticipo di domenica i ragazzi di Wenger salgono a quota 38 (terzi alle spalle dello United). Con una partita da recuperare. Il che equivale ad un aggancio quasi insperato solo un mese fa. Nel trio di testa, i Cannonieri di Londra Nord erano quelli con l'impegno più proibitivo: all'Emirates arrivava l'Aston Villa dell'ex allenatore del Celtic «St. Martin» O'Neill. Il maghetto nordirlandese è senza dubbio il maggior protagonista della stagione finora esaltante dei claret and blue di Birmingham. Stagione che non viene comunque ridimensionata dal 3-0 subito appunto dall'Arsenal. Anche perché per oltre un'ora i Villans costringono i padroni di casa sullo 0-0. Poi entra Fabregas, e tutto cambia. Gol su punizione e raddoppio in contropiede prima di uscire per infortunio dopo una ventina di intensissimi minuti. Il gol di Diaby è la ciliegina su una torta che porta la firma del talentino catalano.
LO UNITED FA LA FORZA. Nella gran ressa al vertice della Premier League, il Manchester United non fallisce e sale a quota 40, a due lunghezze dal Chelsea. I Red Devils rosicchiano altri due punti agli avversari andando a vincere ad Hull sul campo del City. I tre punti portano tutti il marchio di Wayne Rooney, senza dubbio il giocatore più in forma in Inghilterra al momento. L'attaccante di Ferguson prima porta in vantaggio i suoi su assist di Giggs, poi spinge Dawson all'autorete (dopo il momentaneo pareggio di Fagan su rigore); e infine regala a Berbatov un pallone al bacio per il 3-1 finale. Il Milan è avvisato in vista degli ottavi di Champions: Rooney da solo vale oggi il 70% del potenziale d'attacco dello United.
MANCIO, BUONA LA PRIMA. Ovazione, tre punti e una buona prestazione non potevano non rendere speciale la prima partita di Roberto Mancini sulla panchina del Manchester City. D'accordo, lo Stoke City arrivato al City of Manchester Stadium non era certo un avversario blasonato, ma comunque un cliente tutt'altro che arrendevole. Merito dei Citizens aver resto tutto più semplice già nel primo tempo, quando Tevez prima regala a Petrov il comodo pallone dell'1-0 e poi raddoppia a ridosso del 45' deviando in spaccata sotto misura. 2-0 e ripresa buona solo per sancire la riconciliazione del Mancio con Bellamy, l'attaccante gallese tra i più accaniti sostenitori dell'ex tecnico Hughes, esonerato in settimana. City sempre sesto in classifica, ma a soli due punti (con una partita da recuperare) dal Tottenham, fermato sullo 0-0 a Craven Cottage nel derby contro il Fulham.
UN REGALO NELLA «MAGIC BOX». Santo Stefano sereno - finalmente - per Gianfranco Zola. A cui il soprannome datogli dai suoi ex tifosi del Chelsea ancora porta buono. Se ai tempi in cui deliziava Stamford Bridge coi suoi colpi di tacco, Zola era conosciuto come Magic Box, da quella Scatola magica ha tirato fuori tre punti per permettere ai tifosi del West Ham di credere ancora nella salvezza. Ad Upton Park, nello scontro tra disperati contro il Portsmouth ultimo in classifica, gli Hammers danno fondo alla loro proverbiale determinazione, vincendo per 2-0. Ancora decisivo l'altro italiano, l'ex livornese Alessandro Diamanti, in gol dal dischetto da tre giornate consecutive. Ma se con il Bolton era arrivata comunque una sconfitta e con il Chelsea un pareggio amaro, stavolta il penalty è valso la vittoria, coronata allo scadere da un colpo di testa di Kovac. West Ham che così sale a 18 punti, scappando momentaneamente dalla zona retrocessione in cui restano invischiati Portsmouth, Bolton e Hull City. Da segnalare infine il debutto dal primo minuto di Alberto Aquilani nelle fila del Liverpool. L'ex centrocampista della Roma, sostituto designato di Xabi Alonso nel centrocampo Red ma finora torturato dagli infortuni, ha disputato una buona partita, salutata con una standing ovation della Kop al momento della sua sostituzione. Per la cronaca, il Liverpool ha vinto 2-0 contro il Wolverhampton (reti di Gerrard e Benayoun), anche se il match si è sbloccato solo quando i Wolves sono rimasti in inferiorità numerica.