Chelsea su Mancini, un nemico per Mourinho

Slitta l’annuncio del nuovo allenatore interista, Moratti deve prima liquidare lo staff del tecnico uscente. Che potrebbe vendicarsi da Londra bloccando i big

Milano - Dell’acqua sporca passata sotto gli uffici e le sedi, c’è un frame che qualche calciatore ha voluto ricordare nella notte della sconfitta di San Siro con il Liverpool, quando Mancini decise le sue dimissioni. Il Mancio prima di annunciarle alla stampa le comunicò nello spogliatoio facendo presente che era costretto a darle per colpa loro, dei giocatori. Aggiunse anche che davanti ai microfoni si sarebbe addossato ogni colpa dell’eliminazione ma giusta o sbagliata che fosse la sua versione, più che legittima e peraltro dettata con il cuore in tumulto, a qualcuno proprio non è mai andata giù. Forse è solo un dettaglio ma adesso che l’11 marzo è passato da un pezzo assieme al Mancio e a tutto il suo staff, l’ombra del tecnico di Jesi resta. L’ultimo colpo di mano sarebbe accettare l’incarico di Abramovich a un patto: il congelamento dell’intera rosa del Chelsea. La notizia è molto fantasiosa ma è stata sufficiente per sconvolgere le lavagne dei bookmakers inglesi che fino a martedì davano Frankie Rijkaard favorito a 3 e dopo poche ore hanno virato con un Mancini sulla panchina londinese a 2,5.

Di Mourinho non ci sono tracce evidenti, solo notizie di rimbalzo come quelle fornite dall’israeliano Avram Grant che lo ha sostituito fino alla finale di Mosca: «Nei miei ultimi tre mesi alla guida del Chelsea - ha detto il tecnico -, la squadra non è mai stata noiosa. Nessuno si aspettava di vincere qualcosa perché il Chelsea in quel momento era quinto in campionato e in Champions aveva appena pareggiato con il Rosenborg. Poi con me invece siamo arrivati secondi in Premiership e in finale di Champions persa solo ai rigori». Il Sun ha titolato le dichiarazioni di Grant Un nuovo takle su Mourinho. Sembra che l’aria sia proprio questa, anche secondo il sito della Bbc il favorito sulla panchina del Chelsea ora è Roberto Mancini e il suo compito primario sarà quello di rendere popolare la squadra, non solo fra i suoi sostenitori ma più in generale fra tutti gli appassionati.

D’altronde in mancanza di notizie sul nuovo tecnico dell’Inter non resta che raschiare il barile per tentare di scoprire qualcosa. Per esempio la quantità di euro che per il suo ingaggio, solo alla voce allenatori, Massimo Moratti dovrà sborsare. È un esborso di oltre cento milioni lordi, i quattro anni di Mancini a 6 ml a stagione e i tre di Mourinho a 9 ml. Poi la liquidazione dell’intero staff del tecnico di Jesi che usufruisce di contratti quadriennali: i due assistenti tecnici Fausto Salsano e Dario Marcolin, il preparatore dei portieri Giulio Nuciari, il preparatore atletico Ivan Carminati e il vice allenatore Sinisa Mihajlovic. Tutti da liquidare prima di assumere i fedelissimi di José Mourinho che prevede anche un paio di osservatori in giro per il mondo.

Ci sarebbe poi il particolare dei rinforzi richiesti dal tecnico portoghese e prima ancora gli affari di mercato che stanno tramontando dopo la sua assunzione. Il 27enne Alexander Hleb, bielorusso dell’Arsenal che scatenò le ire di Arsene Wenger per corteggiamento antisportivo da parte dell’Inter, è ricercatissimo dal Real Madrid che sta limando la richiesta di 15 ml di sterline. Mentre uno dei sicuri partenti, Hernan Crespo, ha già fatto marcia indietro: «Resto all’Inter, io con Mourinho non ho mai avuto problemi». Di positivo c’è la corsa del Chelsea a rimpiazzare rapidamente l’eventuale partenza di Frank Lampard con il fantasista olandese dell’Amburgo Rafael Ferdinand Van Der Vaart. Quando arrivò al Chelsea nel 2004, Mourinho chiese a Roman Abramovich 7 acquisti: Petr Cech, Paulo Ferreira, Ricardo Carvalho, Tiago, Mateja Kezman, Didier Drogba e Arjen Robben. Solo quattro sono ancora nella rosa attuale, spesa totale 150 ml, ingaggi a parte.

Non gli sarà così facile con Massimo Moratti, il presidente non chiuderà la borsa e qualcosa dovrà concedere al nuovo allenatore, ma oltre all’arrivo di Frank Lampard e Michael Essien è difficile che Mourinho potrà spuntare altro. Didier Drogba è un trentenne che sembra aver già dato il meglio e l’eventuale arrivo di Ricardo Carvalho in alternativa a Christian Chivu inquieta. Ma senza una traccia del nuovo vate tutto resta nell’immaginario.