Chi aspetta la pensione a casa con metà stipendio

Solo nella scuola si punta a una riduzione di 130mila posti in tre anni

da Roma

I dipendenti pubblici vicini all’età della pensione possono andare a casa e ricevere ugualmente lo stipendio. Con un particolare. Chi aderisce a questa forma di esodo agevolato riceverà il 50% del trattamento, che sale al 70% se lo statale in questione decide di impegnarsi nel volontariato.
La misura rientrerebbe fra gli interventi contenuti nel disegno di legge della manovra per frenare la spesa della pubblica amministrazione. E sarebbe particolarmente rivolta a tutti gli impiegati «di concetto» dei ministeri e delle diverse amministrazioni. Fra l’altro la norma dovrebbe favorire anche l’emersione di una quota di «lavoro nero», che spesso viene fatto dal dipendente pubblico nei ritagli di tempo.
Non è finita. È assai probabile che nella manovra entri anche un’altra misura, rivolta sempre a contenere la spesa degli statali. Vale a dire che i dipendenti pubblici che hanno raggiunto i 40 anni di contributi previdenziali possono essere messi in pensione «d’imperio» dalla pubblica amministrazione.
La norma, se confermata, sarebbe rivolta soprattutto verso l’alta dirigenza statale. E per alta dirigenza s’intendono non solo le alte sfere della burocrazia pubblica; ma anche magistrati, docenti universitari, militari. Per queste categorie, infatti, il limite per andare a riposo non è quello dei 65 anni per il ritiro di vecchiaia, ma arriva fino a 73 anni (come per i magistrati).
Ma le «sorprese» sui tagli alla spesa pubblica, e in modo particolare ai ministeri, non finiscono qui. La manovra approvata dal Consiglio dei ministri prevede che entro il 2011 sia possibile ridurre del 45-50% la spesa per i consumi intermedi della pubblica amministrazione. D’altra parte, già nel 2009 i tagli alla spesa supereranno i 9 miliardi di euro.
A «tirare la cinghia» saranno chiamati tutti i ministeri. In modo particolare, la scuola. L’obiettivo è ridurre il numero di addetti complessivo, così da arrivare - per gli insegnanti - a un rapporto in linea con la media europea. Oggi c’è un docente ogni 13,8 alunni; nel resto della Ue ce n’è uno ogni 9 studenti.
Questo criterio di massima sarebbe stato tradotto in legge e favorirebbe l’uscita dal «pianeta scuola» fra classe docente e non docente di circa 130mila persone entro il 2011. Con una previsione di risparmio per la pubblica amministrazione di circa 3 miliardi netti, che dovrebbero diventare 6 miliardi «a regime».
Da ultimo, sembra che dal testo del disegno di legge sia stato eliminato ogni riferimento ai ticket sanitari. In tal caso, resterebbe in vigore la norma introdotta dal governo Prodi che li prevedeva a partire dal 2009.