Ma di chi è la colpa di quella parata?

Come la Juve? Non dite a un interista che la sua squadra è come la Juve. Parlategli d’altro, eventualmente anche dei parenti stretti ma non ditegli che è come la Juve. Se è un brav’uomo vi risponderà che al limite non si farebbe mai cogliere con le chiavi dello spogliatoio di Paparesta, oppure intercettato. Se non è un brav’uomo siete stati avvisati prima. Altro giro, Milano, classe, stile, il resto non esiste, non è neppure un paragone. Nuova razza padrona? L’Inter vince anche quando meriterebbe di perdere, fa tornare alla mente la sudditanza psicologica, è diventata improvvisamente la squadra più simpatica d’Italia? Tre indizi che non fanno uno straccio di prova. Sono niente. Gli interisti sapevano che prima o poi qualcuno avrebbe tirato in piedi qualcosa per garantire quel minimo sindacale di brivido al campionato. Qualche scrupoloso aveva chiesto al presidente se la colf fosse in regola, se avesse pagato il canone e come andava con la raccolta differenziata. Poi arriva Couto in combutta con Gervasoni. Uno para in area, e non è il portiere, l’altro fischia il rigore e qualche milione di italiani si sente mancare. E ha fatto più male Couto che ha confessato il mani di un frontale con un Tir: c’era un rigore per loro e non l’hanno dato, non c’era un rigore per voi e ve l’hanno dato. Erano anni che volevano sentirselo dire. Vale più di uno scudetto, è la prova provata che c’è dittatura, superiorità esagerata. Ma non dite a un interista che la sua squadra è come la Juve: purtroppo è meglio, anche se vorrebbe fosse peggio. Può farcela, questo gruppo ha un potenziale immenso.