«Chi contesta Cassano fa un’enorme sciocchezza»

(...) dell’involuzione improvvisa della Sampdoria a tu per tu con Palombo e compagni. Riccardo Garrone fa il presidente come lo si faceva una volta, uno stile già conosciuto nell’ambiente blucerchiato perché professato da Paolo Mantovani. La sua convinzione è che sia solo un momento passeggero, ha parlato di una «questione di equilibrio che va ritrovato» e, a mente fredda non ha cambiato pensiero: «Non ho niente da aggiungere sulla squadra rispetto a quanto detto dopo l’incontro con i ragazzi - ha ricordato il presidente -. Sono convinto che questo momento passerà presto, con la Roma abbiamo l’occasione per un riscatto».
Presidente, al di là del momento poco propizio della squadra, emerge qualche screzio tra Antonio Cassano ed una parte del pubblico. Prima lo sfogo dopo la partita con il Bari, poi il «gestaccio» in allenamento. Va coccolato o bacchettato?
«Non è una questione di coccole. Gli atteggiamenti dei tifosi nei suoi confronti sono assolutamente ingiusti e ingiustificati. Cassano è un impulsivo, a volte ha reazioni d’istinto ma non si capisce perché i suoi comportamenti debbano essere sempre stigmatizzati»
C’è qualche problema tra Cassano e i tifosi?
«Assolutamente no. Il tifoso che ha richiamato il giocatore ha fatto una sciocchezza: ma non vale il singolo, contano i tanti e i sampdoriani sono con Cassano. Quando giochiamo fuori casa viene sempre sommerso dai fischi e sembra quasi che per lui sia uno stimolo in più per fare bene. Cassano è un giocatore fortissimo ed anche un grande uomo: semplice e trasparente. Mi piace sempre ricordarlo»
Marotta sostiene che la mancata convocazione in Nazionale lo stia disturbando. È dello stesso parere?
«No, io la penso diversamente. Non solo non credo che la mancata chiamata di Lippi lo disturbi, ma ritengo che meglio di così da Cassano non ci possa aspettare. È ovvio che se una squadra non gioca non si può pretendere che prenda palla, scarti tutti e si presenti davanti al portiere. La Samp sta attraversando un momento difficile ma ne verrà fuori e tornerete anche a dire bene di Antonio»
C’è un’altra questione che la tiene sulle spine. Lo stadio di proprietà. Ci sono novità delle ultime settimane?
«Stiamo continuando a valutare le due ipotesi: la Colisa e l’Aeroporto. La prima presenta delle oggettive difficoltà per la mancanza di spazi. Il nostro gruppo di esperti continua a lavorare per superarle. All’eventualità Sestri Ponente non ho rinunciato e continueremo ad approfondirla in tutti i suoi aspetti».
Avete anche tempi più distesi senza Euro 2016.
«Esatto, non c’è più questa spada di Damocle. La questione che ci interessa di più, in questo momento, è avere a disposizione la legge sugli stadi. Dopo la discussione sulla Finanziaria se ne saprà di più e con quel metro di valutazione potremo portare a compimento i progetti»
Lei sta andando avanti da solo. E Preziosi?
«Non ho idea di cosa voglia fare. Tempo fa parlò di una terza ipotesi, ma anche conversando con il sindaco e chiedendo se sapeva a cosa si riferisse il presidente del Genoa lei mi ha escluso che esitano altre possibilità di aree per stadi in città»
Forse Preziosi alludeva alla ristrutturazione del «Ferraris»?
«Non mi pare. È venuto a sapere del progetto della Fondazione quando ne sono venuto a conoscenza io. E poi sapete cosa aveva detto Preziosi sul rifacimento dello stadio di Marassi («Un bel progetto ma qualcuno ci dovrà investire sopra» ndr)».