Chi contesta Marta resta fuori dall’aula

Un minuto di silenzio, poi si comincia. Con il discorso del sindaco Marta Vincenzi che dura un’eternità. Quarantacinque minuti di prolusione declamata dal centro della Sala Rossa, lei stretta in giacca e pantaloni neri, come a voler indicare il lutto verso le vittime dell’alluvione che dice «le hanno segnato la vita in modo irreversibile». Un discorso lunghissimo, dal quale però mai di fronte alla giunta e ai consigliere comunali, viene pronunciata la parola «scusa». Mai, nemmeno una volta. Nemmeno quando con una meticolosità che forse avrebbe dovuto applicare la settimana prima, ripercorre minuto per minuto le tappe che hanno portato al disastro. Atteso, annunciato per tutti, ma sicuramente non per lei. E quando si tratta di riportare davanti a tutti le motivazioni della scelta «dolorosa» di tener aperte le scuole, ci riprova. «Se il comitato di protezione civile mi avesse chiesto di fare un’ordinanza per chiudere le scuole, e mi avesse detto che su Genova sarebbe arrivata una tempesta tropicale, lo avrei fatto». Ma come sindaco, le ribatte a muso duro, il consigliere del Gruppo Misto Gianni Bernabò Brea (...)