«Chi lo critica è solo invidioso»

Dall’alto dei quattro cd che navigano ormai da tempo in classifica e del clamoroso successo di pubblico ai concerti Riccardo Vitanza - produttore di Allevi e responsabile della comunicazione di Ligabue e molte altre star - non ha intenzione di rovinarsi il Natale per l’attacco di Ughi. «È violento e gratuito; peccato arrivi da uno cui va tutto il nostro rispetto».
Come mai secondo lei?
«Per fortuna i detrattori sono pochi. Ho l’impressione che Ughi non conosca Allevi, non abbia mai ascoltato i suoi dischi».
Comunque ha espresso la sua opinione.
«Be’, però sbaglia perché Allevi ha studiato vent’anni in Conservatorio ed è diplomato in pianoforte e composizione. Lui trasforma la complessità in semplicità e questo non gli viene perdonato».
Viene contestato come artista classico.
«È moderno e non fa parte del circolo élitario degli accademici. Allevi fa musica classica contemporanea sua, originale. È chiaro che chi si attacca con le unghie alla tradizione sia infastidito dalla sua strada lontana dal manierismo accademico».
Se stesse nell’alveo del pop ci sarebbero meno polemiche..
«Basta con questo pop. Allevi è figlio del suo tempo, come lo furono Liszt e Chopin. Il tempo, i posteri diranno l’ultima parola sul suo valore. Intanto ha avvicinato tanti giovani alla musica cólta. Il fatto che venda tanto non è negativo, anzi, ma certo può suscitare invidia».