«Chi critica, venga a darmi una mano»

Fra non molto torneremo al nostro stadio. E torneremo a raccontarlo minuto dopo minuto, come da anni. Molti lo attendono. Anche noi. Ci è mancato un po’.
Anche perché questo «stadio», da noi tanto amato, è oggi alla ribalta delle cronache del Fai (Fondo ambiente italiano) che ha lanciato una bella iniziativa sui «luoghi del cuore», cioè quei luoghi che dovrebbero essere protetti, quelli dei ricordi e delle emozioni. Al Fai sono giunte oltre sessantamila segnalazioni di luoghi da salvare. E fra queste due stadi sono entrati nella graduatoria, come amati e legati al cuore dei loro tifosi, il «Filadelfia» di Torino con la sua tribuna Liberty, e il nostro Ferraris costruito nel 1911. «Luogo del cuore» che nessuno dovrà abbattere, ma anzi rivalorizzareo. Non è una bella notizia? Ed ecco perché, fra qualche settimana, torneremo anche noi nel nostro stadio, legato al nostro «cuore» (ancorché «indiscreto») e considerato un vero monumento da salvaguardare.
Questionario. Ma si può chiedere ad un calciatore ventenne «come vorrebbe morire?» Il buon senso direbbe di no, ma ormai il famoso «Questionario di Proust» è diventato il vangelo psicologico di ogni giornale o giornalino, di ogni rivista o rivistina che si ritenga tale. Guai se non c’è il «Questionario di Proust» o qualche di simile. Ebbene, anche su un nostro quotato quotidiano, colleghi amici si sono divertiti a sottoporre calciatori rossoblucerchiati questo ebdomadario di domande curiose, fra cui appunto «Come vorrebbe morire?». Ed ecco, allora, questi bravi giovincelli, sicuramente non prima di aver fatto strepitosi e doverosi scongiuri, rispondere con correttezza (che dovevano fare? Ahi loro!) alla fatidica domanda. Gastaldello, ad esempio ha risposto: «All’improvviso, senza accorgemene», mentre Criscito (un po’ anche spiritosamente): «Di vecchiaia». E ancora: Curci: «Ci pensiamo più avanti». Palombo: «Facendo l’amore» (niente male, pensavamo mentre pescava). E pure Bocchetti ha abboccato: «Soddisfatto» ha risposto. Da probo marito e padre Rossini ha risposto: «Felice, sapendo di aver fatto tutto il possibile per la mia famiglia e i miei cari». Molto concreto Marco Rossi: «Dopo aver raggiunto tutti gli obiettivi». Persino il giovanissimo Zigoni ha risposto: «Nel sonno», come il genoano Moretti (speriamo che questo senso del dormire non li prenda anche in campo...). Infine una battuta del simpatico Stanke, come vorrebbe morire? «Mai!».
Cassano. Avete visto lo spot di Sky con «Cassano Uno e Cassano Due?». Sembra che Prandelli abbia deciso, in occasione della prima partita degli azzurri nuovo corso, di mandare in campo il «Cassano Due». Così da spaventare gli avversari e vincere (con questo colpo di genio) la prima partita in azzurro.