Ma chi darà la patente agli imam moderati?

Per nulla originale la proposta del ministro Amato di permettere solo a imam certificati di predicare in Italia. Chi li certificherà? Quale competenza abbiamo per poter giudicare un predicatore islamico e potergli dare il patentino per dirigere una moschea? Si rischia in questo modo di ritrovarsi con la stessa situazione presente in Cina dove esiste una chiesa clandestina riconosciuta dal Vaticano e un’altra ufficiale con vescovi di nomina governativa; due religioni in aperta antitesi tra loro. In Cina i vescovi cattolici fedeli al Papa vengono perseguitati, incarcerati e a volte anche torturati; mentre agli imam, che ora predicano la guerra santa a casa nostra, sarà forse proibito predicare, ma questi si metteranno a ridere e continueranno a svolgere la stessa attività in nome di Allah potente e misericordioso e, sempre nel suo nome, violare ogni norma o legge italiana. A questa teoanarchia noi risponderemo con inutili fogli di via e accompagnamenti alla frontiera, che avranno l’effetto di tenere il fomentatore di istinti terroristici fuori dai piedi appena lo spazio di alcuni giorni.