Chi fa «Autodafè» fa per tre. E i libri sono più liberi

L’ultima scommessa in campo editoriale si chiama «Autodafé», piccola casa editrice milanese, nata nel 2010, che ha messo in atto una strategia affatto nuova per avere voce in un mercato stabilmente in affanno. Il marchio, che prende nome da una citazione del Candido in Italia di Giovanni Mosca, ha le idee chiare. Forte di un progetto culturale coraggioso (una collana dove raccogliere le nuove voci della narrativa italiana dedicate ai temi sociali, una sorta di Gettoni di vittoriniana memoria), Autodafé ha deciso di «accorciare la filiera del libro», non solo per abbattere i costi di magazzino e distribuzione, ma anche per avere un rapporto non mediato col lettore. Inoltre l’ostacolo della legge Levi, che vieta forti sconti sul prezzo di copertina, viene aggirato con l’abbonamento al catalogo. Si possono acquistare 8 titoli all’anno del catalogo abbattendo il prezzo di un buon 20%. Non stiamo parlando di grandi numeri, ovviamente. Però è un segnale forte. «Un modo per far capire - spiega il direttore Carmine Abbadessa, che ha alle spalle oltre vent’anni di attività editoriale come consulente e traduttore - che di soluzioni ce ne sono e anche tante per stimolare un settore in agonia». Inventarsi di punto in bianco un nuovo marchio editoriale è una scommessa che fa sconfinare l’audacia nella follia. Eppure il ragionamento di Abbadessa non fa una piega. «È il frutto di tanti anni di esperienza - ricorda il direttore di Autodafé -. Sarebbe stato folle dare vita a una nuova iniziativa editoriale se non ci fossero stati alcuni presupposti importanti. Il primo è senza dubbio la politica editoriale che perseguiamo: usando i tasselli dell’invenzione letteraria e della parola scritta vogliamo ricostruire un mosaico vivo, attendibile, originale dell’Italia di oggi». Intanto il progetto di Autodafé inizia a portare i suoi frutti. Grazie anche al web. Sul sito infatti si è creato un piccolo blog dove discutere e visionare in anticipo i testi del catalogo. Da questo salotto sono già uscite alcune promesse: come Pervinca Paccini (Vuoti a perdere) e Giordano Boscolo (Le nausee di Darwin).