Per chi è già intelligente: Philip Roth

Malgrado in molti continuino a cercare la Libertà nel nuovo romanzo di Jonathan Franzen - librone da ultima spiaggia più che da ombrellone - senza dubbio il miglior romanzo americano uscito quest’anno è Nemesi di Philip Roth (Einaudi): l’eterno candidato al Nobel è tornato a vertici narrativi degli esordi con una storia che, senza finti catastrofismi alla McCarthy, riesce a consegnarci una potentissima metafora dei nostri giorni. Altro genio è Salvatore Scibona, considerato dal New Yorker tra i 20 migliori scrittori under 40. In Italia un po’ snobbato, il suo La fine (Edizioni 66th and 2nd) è un romanzo quasi epico che unisce la leggibilità della grande narrativa al respiro del classico. Altro sottovalutato dai lettori italiani è Paul Harding con L’ultimo inverno (Neri Pozza): romanzo da non perdere per maestria di una scrittura che chiede al lettore lo sforzo più grande: entrare nella finzione narrativa per scoprire l’inesorabile trascorrere del tempo.