Chi ha aiutato la bimba di Nassirya

Faccio riferimento agli articoli pubblicati su «Il Giornale» del 3 gennaio. La vicenda giudiziaria che contrappone, da una parte, la Presidente del Comitato Provinciale e, dall’altra, il Presidente e il Consiglio Regionale e il Presidente e il Consiglio Nazionale della Cri, non è motivo, né materia di questa lettera con la quale desidero unicamente contestare alcune affermazioni.
La presidente Cordone afferma di «aver avviato un’importante iniziativa umanitaria».
Questi i fatti: sebbene l’Ufficiale addetto al trasferimento di malati dalla provinica di Nassirya verso ospedali italiani l’avesse avvisata che il protocollo relativo non era più in vigore, e sebbene il Primario dell’Ospedale Gaslini le avesse comunicato che l’Ospedale non aveva la possibilità di offrire né sostegno economico, né ricovero gratuito, ella riesce a far venire a Genova la bimba e i suoi genitori.
Facendola transitare dal Pronto soccorso, agevolati anche dalla giornata festiva, gli accompagnatori possono evitare gli adempimenti burocratici e finanziari connessi all’accettazione, e la bimba viene ricoverata nel reparto di oncologia. Da quel momento, il Comitato di Genova si fa carico dell’ospitalità e del mantenimento della bambina e dei suoi genitori e di quanto altro loro necessirare, compresi interventi sanitari alla mamma.
Inoltre il Comitato mette a disposizione dei genitori e dello stesso ospedale che ne richiede la presenza di un suo dipendente Mediatore linguistico-culturale.
La Presidente Provinciale comunica alla stampa che si fa carico delle spese sanitarie per la bambina e per l’ospitalità e il mantenimento della piccola e dei genitori. La Presidente del Comitato di Chiavari annuncia che il suo Consiglio ha deliberato di erogare 17mila euro per il mantenimento della bambina e dei genitori. Finora, a tal fine, la Cri di Genova non ha mai fatto questione di denaro, si ritiene pienamente appagata del successo delle cure, della serenità della bambina che è circondata dall’affetto di quanti operano nel Centro di ospitalità nel quale, con i suoi genitori, la bimba vive la sua infanzia spensierata assieme ad altri bambini italiani e di molti altri Paesi.
Nessun taglio, nessuna interruzione sono avvenuti negli interventi di soccorso. La convenzione non è stata ancora stipulata esclusivamente perché il rinnovo è in fase di trattative fra Regione, Cri, Aman e Cipa.
Riguardo ad altre convenzioni (Salone Nautico, Yachting Club, ecc.), occorre premettere che il Comitato Provinciale non svolge alcuna attività, non gestisce servizi, è un’entità puramente burocratica. Convenzioni, servizi e attività sono di competenza dei Comitati locali che hanno autonomia gestionale ed amministrativa nei loro ambiti territoriali.
Il Commissariamento del Comitato Provinciale non ha dunque né potrebbe avere conseguenza alcuna nell’operatività dei Comitati locali.
Confidando di aver contribuito a quella chiarezza che è indispensabile ad attribuire ad ognuno le proprie responsabilità e, soprattutto, a restituire serenità al personale dipendente e volontario dell’Associazione nel suo quotidiano impegno, e il giusto prestigio alla Croce Rossa Italiana, vi prego di gradire i miei cordiali saluti.
* presidente Croce Rossa Italiana Genova