Chi ha la faccia buona e chi un po’ meno

Ormai gli psicologi sono i veri protagonisti del nostro tempo. E con loro ci si diverte a realizzare sondaggi, indagini, prospetti che vogliono entrare nel «privato» psicologico di coloro che sono alla ribalta della scena politica, economica, culturale...
Anche a Genova ci si diverte, ad esempio, ad indagare sui «timidi» e i «non timidi» del nostro scenario cittadino e ligure. Recentemente a livello nazionale un nuovo «Magazine» (OK Salute) ha scoperto che ad esempio Adriana Celentano, Alessandro Mussolini, Silvio Berlusconi, Sabrina Ferilli, Francesco Rutelli, Jerry Scotti sono i «non timidi» più famosi d’Italia, mentre Giovanna Melandri, Piero Fassino, Veronica Lario, Paolo Villaggio, Gianfranco Fini, Monica Bellucci sono i «timidi» più straordinari del momento.
E a Genova? Anche nella nostra città l’indagine (grazie ad un piccolo sondaggio della vostra Novella Eva) ci sono timidi e non timidi. Vediamo. Abbiamo stabilito che fra i «timidi» più noti della città possono annoverarsi: Claudio Burlando, uomo che «si ritrae» (spiega uno psicologo) invece di buttarsi, cosa che invece sa fare benissimo Sandro Biasotti che viene messo fra i «non timidi».
Un «timidone», dietro quella sua apparenza di perfetto uomo di potere, e il sindaco Giuseppe Pericu, sempre portato a mediare, a studiare le parole, quasi a rassegnarsi difronte a certe situazioni, quasi pauroso di esprimersi. Mentre un «non timido» per eccellenza risulta essere Gianni Plinio, estroverso nel vero senso della parola, uno che ha il taglio dell’aggressivo e a volte anche provocatore forte.
Fra i «timidi» vengono anche annoverati il presidente dell’Autorità portuale Giovanni Novi, che invece nel suo lungo percorso professionale ha preso sempre decisioni importanti. Come spiegano i nostri psicologi e sociologi non è vero infatti che la sfacciataggine sia sinonimo sempre di vittoria come molti timidi amano pensare.
Così come «non timidi», ma molto estroverse, sono state giudicate le due «regine della sinistra» Roberta Pinotti e Marta Vincenzi. Autorevoli, sempre aggressive, a volte di una chiarezza brutale. Proprio certi «scontri» fra le due politiche hanno confermato la loro voglia di apparire e di dire pane al pane. Molto «timido» appare, invece, secondo gli esperti il presidente provinciale Repetto, cauto, dolce, morbido. Ma qualcuno dice che, appunto, la sua non «sfacciataggine» potrebbe forse nascondere una forte personalità. (Dove lo mettiamo allora?).
Sicuramente estroversi appaiono Sergio Castellaneta, un tempo il «Savonarola della Lanterna» e sicuramente don Andrea Gallo, con fatti e parole sempre prontissimi. Così come «non timido» (ci scuserà naturalmente) appare il nostro Cardinal Bertone, uomo di comunicazione e come tale con la vivacità aperta di un oratore antico, sempre pronto (a volte anche esageratamente) a mettere il suo verbo: dal calcio all’enciclica. Per chiudere «timidi» sono sembrati anche Claudio Montaldo, il nuovo assessore alla Sanità, col suo eloquio lento e riflessivo, l’assessore al bilancio regionale G.B. Pittaluga e l’onorevole Stefano Zara.
Come vedete è questo un divertente sondaggio, fatto solo per occupare un po’ di tempo libero.
Timidi e non timidi per concludere, possono essere tutti, persone molto qualificate. Per i loro obiettivi usano armi diverse e persino opposte: aggressività e chiarezza brutale i primi, capacità di essere riflessivi, ragionevolezza i secondi.
Come sostiene il professor Giorgio Bressa, psichiatra e come hanno confermato i nostri psicologi non abbiamo l’obbligo di piacere a tutti. «Occorre acquistare sicurezza pensando che il giudizio degli altri non corrisponde automaticamente all’effettivo valore di una persona. Ciò che davvero conta è la consapevolezza delle proprie possibilità».

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