«Chi ha puntato sul pareggio?» Castagnetti: «Ecco perché porto in Parlamento la vicenda del Genoa»

Preg. Direttore, ho sollecitato la riposta del Sottosegretario Pescante e del Ministro Castelli a due mie interrogazioni che chiedono spiegazioni sotto il profilo sportivo e per la tutela dei diritti della difesa, a fronte di una sistematica e mirata violazione del segreto istruttorio.
Un’inchiesta sul calcioscommesse dovrebbe indagare sull'andamento delle partite di calcio, sugli eventuali comportamenti o episodi anomali e verificare se vi è una corrispondenza nelle puntate degli scommettitori. Nel caso Preziosi-Genoa-Venezia non solo questo non è avvenuto, ma è avvenuto esattamente il contrario e credo non sia pretestuoso interrogarsi sulle ragioni che hanno spinto gli inquirenti della Procura di Genova a procedure non sempre comprensibili.
Nella partita Genoa-Piacenza la cosa strana, meritevole di approfondimento è stato l’abnorme esasperato agonismo di alcuni giocatori del Piacenza. In quella partita, è bene ricordarlo, qualsiasi risultato sarebbe stato irrilevante per il Piacenza. Fra le motivazioni non c’era neppure quella di fare buona figura davanti al proprio pubblico, per la semplice ragione che il pubblico non c’era. Anzichè indagare sulle molte scommesse sul segno X si è preferito indagare su reazioni nervose e preoccupate di Preziosi che, evidentemente, non era tranquillo in presenza di una possibile manovra contro il Genoa. E il capolavoro si consuma con Genoa-Venezia. Anche qui anzichè indagare sull’anomalia di una squadra che fa due gol in trasferta contro la prima del campionato dopo aver digiunato o quasi per tutto il torneo, si indaga su telefonate allarmate dei dirigenti del Genoa che a dieci minuti dalla fine, e senza la prodezza di Milito avrebbero visto svanire i frutti di un intero campionato. E poichè si tratta di calcioscommesse non si tiene in nessun conto il fatto che nessun allibratore aveva quotato l'1 e quindi nessun scommettitore avrebbe potuto investire in quel risultato mentre la X era inopinatamente giocabile. E invece ci si continua a interrogare sulle ragioni del nervosismo di Preziosi e, grazie alla generosa fuga di notizie su giornali e mass media, il processo è stato già celebrato e la sentenza, affidata ad una giuria imparziale composta da Alessandro Gaucci dal Sindaco di Perugia e da altri autorevoli censori, è stata di fatto già emessa.