Chi ha un reddito lordo di 50mila euro dovrà versarne cento a Palazzo Marino

«Applichiamo l’addizionale Irpef più bassa d’Italia». Il sindaco
Giuliano Pisapia ha previsto nella delibera votata venerdì scorso dalla
sua giunta l’introduzione dell’aliquota a Milano allo 0,2%. E di più, in
effetti, non poteva fare visto che la legge prevede che possa essere
istituita o aumentata «in misura non superiore allo 0,2% l’anno»

«Applichiamo l’addizionale Irpef più bassa d’Italia». Il sindaco Giuliano Pisapia ha previsto nella delibera votata venerdì scorso dalla sua giunta l’introduzione dell’aliquota a Milano allo 0,2%. E di più, in effetti, non poteva fare visto che la legge prevede che possa essere istituita o aumentata «in misura non superiore allo 0,2% l’anno». E nel capoluogo è la prima volta che applica dopo 15 anni di governo del centrodestra. In compenso il sindaco di sinistra ha portato l’esempio delle altre grandi città come Roma, dove «è già allo 0,9%», Torino allo 0,7, Bologna allo 0,5. Dal prossimo anno, se verrà confermata, a Milano potrà salire quindi dallo 0,2 allo 0,4%. Chi paga: in pratica, l’addizionale comunale va versata all’amministrazione da tutti i contribuenti che nell’anno di riferimento devono pagare l’Irpef. Se il cittadino ne è esente (anche se per effetto di detrazioni spettanti o crediti d’imposta per redditi prodotti all’estero), non deve quindi versare nemmeno le addizionali. Il calcolo viene determinato sul reddito imponibile complessivo, «al netto degli oneri deducibili «riconosciuti ai fini dell’imposta»: significa che al reddito lordo complessivo di lavoratori dipendenti, autonomi, artigiani, pensionati ecc. si possono sottrarre i contributi previdenziali dovuti alle casse di previdenza, gli assegni di mantenimento corrisposti al coniuge, i contributi a colf e badanti, le spese mediche di assistenza a disabili, previdenza integrativa, erogazioni a onlus e enti universitari (ad esempio le rette di iscrizione), erogazioni liberali per istituti di previdenza. Al netto, dunque, degli oneri deducibili si calcolerà lo 0,2 per cento dell’addizionale dovuta a Palazzo Marino. Il braccio di ferro nei prossimi giorni sarà sul tetto dell’esenzione. I giochi sembrano già fatti: pagherà chi ha un reddito imponibile complessivo superiore a 33.500 euro. Ma la delibera al momento prevede un asticella ancora più bassa, 26mila euro. In questa fascia a Milano rientrano 331.925 persone che si ritroverebbero a pagare 52 euro in più all’anno. Il Comune incasserebbe 41 milioni di euro. A 33.500 euro lordi corrispondono circa 25mila euro netti. In questo caso l’imposta è di 67 euro annui (è il minimo che toccherà tocca pagare a 220.663 cittadini), incasso di 35 milioni. Chi dichiara 50mila euro pagherà 100 euro l’anno, la tassa sale a 150 euro per chi ha un reddito lordo pari a 75mila euro, a 200 euro per chi ne dichiara 100mila. La prima proposta, dell’Idv, era di far pagare l’addizionale solo agli «over 100» ma a Milano sono 35.937 e il Comune avrebbe incassato «solo» 16 milioni. L’asticella è scesa tragicamente a 26mila euro, con la discussione in aula si arriverà almeno 7.500 euro più in su.
ChiCa